Archivio della categoria: Cultura

Al Festival Biblico si parla di fratellanza. La manifestazione è giunta alla 17esima edizione

«Quando finalmente potremo uscire, come ci relazioneremo gli uni con gli altri? Senza mascherina, l’altro ci farà paura? Che fame avremo? Di spiritualità? Di fede? Da dove ripartiremo?» Gli interrogativi che si sono posti gli organizzatori del Festival Biblico, alle

Al Festival Biblico si parla di fratellanza. La manifestazione è giunta alla 17esima edizione

«Quando finalmente potremo uscire, come ci relazioneremo gli uni con gli altri? Senza mascherina, l’altro ci farà paura? Che fame avremo? Di spiritualità? Di fede? Da dove ripartiremo?» Gli interrogativi che si sono posti gli organizzatori del Festival Biblico, alle

Fumetti. Borzaga, giovane martire

«Sta tutto in quel ciuffo il pensiero di padre Mario, cioè che un missionario dev’essere anche simpatico»: è soddisfatto del risultato Paolo Damosso, biografo del beato trentino Mario Borzaga, mentre guarda la graphic novel “Alla ricerca della felicità, che ha

Fumetti. Borzaga, giovane martire

«Sta tutto in quel ciuffo il pensiero di padre Mario, cioè che un missionario dev’essere anche simpatico»: è soddisfatto del risultato Paolo Damosso, biografo del beato trentino Mario Borzaga, mentre guarda la graphic novel “Alla ricerca della felicità, che ha

“A casa nostra”, il teatro ci racconta

Il palcoscenico abbassato, le poltroncine coperte, la polvere depositata sulle suppellettili di scena, le luci spente. «Se non vengono “abitati”, i teatri muoiono. Come avviene per una casa disabitata, così avviene per il teatro, che è anche edificio, struttura. In

“A casa nostra”, il teatro ci racconta

Il palcoscenico abbassato, le poltroncine coperte, la polvere depositata sulle suppellettili di scena, le luci spente. «Se non vengono “abitati”, i teatri muoiono. Come avviene per una casa disabitata, così avviene per il teatro, che è anche edificio, struttura. In

Online il 40° del cinema africano

«Ogni anno cerchiamo di fare in modo che i film siano un incontro felice con il continente africano, e lo faremo anche quest’anno, anche se in modalità streaming», afferma Stefano Gaiga, direttore artistico del Festival del Cinema africano di Verona.

Online il 40° del cinema africano

«Ogni anno cerchiamo di fare in modo che i film siano un incontro felice con il continente africano, e lo faremo anche quest’anno, anche se in modalità streaming», afferma Stefano Gaiga, direttore artistico del Festival del Cinema africano di Verona.

Al Festival biblico cercando il logos e la nostra vita –

«Il Covid ha rappresentato e rappresenta una grossissima difficoltà per noi lavoratori cultural, ma è anche l’occasione per un grande ripensamento del nostro mestiere. Il buon senso della prenotazione, i distanziamenti adeguati, la capienza limitata, quindi più intima, ci consentono

Al Festival biblico cercando il logos e la nostra vita –

«Il Covid ha rappresentato e rappresenta una grossissima difficoltà per noi lavoratori cultural, ma è anche l’occasione per un grande ripensamento del nostro mestiere. Il buon senso della prenotazione, i distanziamenti adeguati, la capienza limitata, quindi più intima, ci consentono

Religion Today, la bellezza del Creato al cinema

«Leggendo le parole di papa Francesco nella sua enciclica “Laudato si’” sull’ecologia integrale, seguendo le proteste in piazza dei giovani seguaci di Greta Thumberg e stimolati dalla nomina di Trento come città più green d’Italia, abbiamo sentito di dover riflettere

Religion Today, la bellezza del Creato al cinema

«Leggendo le parole di papa Francesco nella sua enciclica “Laudato si’” sull’ecologia integrale, seguendo le proteste in piazza dei giovani seguaci di Greta Thumberg e stimolati dalla nomina di Trento come città più green d’Italia, abbiamo sentito di dover riflettere

Ecco a Vicenza “La Signora Dalloway”

«Preferisco stare sul marciapiede con un cappello»: ad Anna Galiena, che è Clarissa, la protagonista de “La Signora Dalloway”, primo adattamento teatrale mai rappresentato in Italia del romanzo di Virginia Woolf, che porta la firma, come scrittura drammaturgica e regia

Ecco a Vicenza “La Signora Dalloway”

«Preferisco stare sul marciapiede con un cappello»: ad Anna Galiena, che è Clarissa, la protagonista de “La Signora Dalloway”, primo adattamento teatrale mai rappresentato in Italia del romanzo di Virginia Woolf, che porta la firma, come scrittura drammaturgica e regia

La santità sulle spalle di Leopoldo Mandíc – Holiness on the shoulders of Leopoldo Mandíc

Aveva le dita dei piedi deformate dall’artrosi, era alto 1 metro e 35, balbettava, ma aveva le spalle larghe, così larghe da potervi caricare le sofferenze di tutte le persone che gli si rivolgevano in confessione. E proprio On my

La santità sulle spalle di Leopoldo Mandíc – Holiness on the shoulders of Leopoldo Mandíc

Aveva le dita dei piedi deformate dall’artrosi, era alto 1 metro e 35, balbettava, ma aveva le spalle larghe, così larghe da potervi caricare le sofferenze di tutte le persone che gli si rivolgevano in confessione. E proprio On my

Organo: l’unicum di Fusine torna a casa – Organ: the unicum of Fusine returns home

«L’organo è uno strumento per la liturgia. Favorisce la preghiera, la crescita spirituale e la riflessione». Con queste parole don Paolo Arnoldo, parroco di Val di Zoldo (Belluno), ha benedetto l’organo “Agostino De Marco Brunet” (che deve il nome al

Organo: l’unicum di Fusine torna a casa – Organ: the unicum of Fusine returns home

«L’organo è uno strumento per la liturgia. Favorisce la preghiera, la crescita spirituale e la riflessione». Con queste parole don Paolo Arnoldo, parroco di Val di Zoldo (Belluno), ha benedetto l’organo “Agostino De Marco Brunet” (che deve il nome al

Felicitas, Diodata e le altre. Le suore vanno in “guerra” – Felicitas, Diodata and the others. The nuns go to “war”

«Perdoni Madre, se non l’ho informata prima, ma l’impossibilità di vederla, il timore della censura nelle lettere e anche per non darle dispiacere, ho creduto bene tacerle quanto le scrivo». Era il 10 maggio 1945 quando la superiora della casa

Felicitas, Diodata e le altre. Le suore vanno in “guerra” – Felicitas, Diodata and the others. The nuns go to “war”

«Perdoni Madre, se non l’ho informata prima, ma l’impossibilità di vederla, il timore della censura nelle lettere e anche per non darle dispiacere, ho creduto bene tacerle quanto le scrivo». Era il 10 maggio 1945 quando la superiora della casa