Articoli con tag: Iraq

Marzo, mese privilegiato per “dichiarare” guerra – March, a privileged month to “declare” war

Nella notte del 24 marzo 1999, la Nato con l’operazione Allied Force, scatenava i bombardamenti aerei su Serbia, Montenegro e Kosovo, per punire il presidente serbo Slobodan Milosevic e far cessare la violenza della sua polizia sulle popolazioni kosovare di

Marzo, mese privilegiato per “dichiarare” guerra – March, a privileged month to “declare” war

Nella notte del 24 marzo 1999, la Nato con l’operazione Allied Force, scatenava i bombardamenti aerei su Serbia, Montenegro e Kosovo, per punire il presidente serbo Slobodan Milosevic e far cessare la violenza della sua polizia sulle popolazioni kosovare di

Iraq. Il 25 dicembre è giorno festivo a Kirkuk – Iraq. December 25th is a public holiday in Kirkuk – العراق. 25 ديسمبر عطلة رسمية في كركوك

Il Patriarca caldeo Louis Raphael Sako ha ringraziato il governatore e l’amministrazione della provincia di Kirkuk, Iraq, per aver disposto che il 25 dicembre – festività del Natale – sia giorno festivo per tutti. Le istituzioni pubbliche provinciali osserveranno un

Iraq. Il 25 dicembre è giorno festivo a Kirkuk – Iraq. December 25th is a public holiday in Kirkuk – العراق. 25 ديسمبر عطلة رسمية في كركوك

Il Patriarca caldeo Louis Raphael Sako ha ringraziato il governatore e l’amministrazione della provincia di Kirkuk, Iraq, per aver disposto che il 25 dicembre – festività del Natale – sia giorno festivo per tutti. Le istituzioni pubbliche provinciali osserveranno un

Iraq, prossima tappa: elezioni

Non credo che in molti se ne siano accorti, ma sabato scorso il primo ministro iracheno al-Abadi ha dichiarato la fine di Daesh. In realtà significa fine di un tentativo di Stato, ma siamo ben lontani dalla sconfitta, visto che

Iraq, prossima tappa: elezioni

Non credo che in molti se ne siano accorti, ma sabato scorso il primo ministro iracheno al-Abadi ha dichiarato la fine di Daesh. In realtà significa fine di un tentativo di Stato, ma siamo ben lontani dalla sconfitta, visto che

Dall’Iraq alla Libia. È la guerra, bellezza!

12 novembre 2003, Nassiriya (الناصرية‎), Iraq. Un camion cisterna, guidato da due kamikaze, si fa esplodere davanti alla base militare italiana “Maestrale”. Muoiono 28 persone, di cui 19 italiani (2 civili, 5 militari dell’Esercito, 12 carabinieri), e ci sono 58

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Romina Gobbo: Mosul, la madre di tutte le battaglie

In questa puntata di Liqā’ u-l’Asdiqā’ vi racconto che cosa sta succedendo a Mosul, quella che da più parti è stata definita la “madre di tutte le battaglie”.

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In questa puntata di Liqā’ u-l’Asdiqā’ vi racconto che cosa sta succedendo a Mosul, quella che da più parti è stata definita la “madre di tutte le battaglie”.

Mosul. La battaglia finale?

L’avevano annunciata un paio di mesi fa, la grande offensiva d’autunno (arriva perfetta per le elezioni americane). E così oggi a Mosul si è scatenato l’inferno. L’esercito iracheno (circa trentamila soldati) – con la benedizione del primo ministro Haider al-Abadi

Mosul. La battaglia finale?

L’avevano annunciata un paio di mesi fa, la grande offensiva d’autunno (arriva perfetta per le elezioni americane). E così oggi a Mosul si è scatenato l’inferno. L’esercito iracheno (circa trentamila soldati) – con la benedizione del primo ministro Haider al-Abadi

Siria. Il Paese dei sequestri

È accaduto per la seconda volta. Padre Dhiya Azziz, ofm, 41 anni, parroco di Yacoubieh, villaggio siriano nella regione dell’Oronte (provincia di Idlib, distretto di Jisr al-Chougour) – già rapito nel luglio scorso da un gruppo jihadista, al quale era

Siria. Il Paese dei sequestri

È accaduto per la seconda volta. Padre Dhiya Azziz, ofm, 41 anni, parroco di Yacoubieh, villaggio siriano nella regione dell’Oronte (provincia di Idlib, distretto di Jisr al-Chougour) – già rapito nel luglio scorso da un gruppo jihadista, al quale era

Come abbiamo armato lo Stato islamico

“Isis sta usando armi in larga parte prelevate dai depositi militari iracheni concepite e prodotte in almeno 25 Paesi, compresi Russia, Cina, Usa e alcuni stati dell’Unione europea, tra i quali l’Italia. I depositi iracheni si sono riforniti di armi

Come abbiamo armato lo Stato islamico

“Isis sta usando armi in larga parte prelevate dai depositi militari iracheni concepite e prodotte in almeno 25 Paesi, compresi Russia, Cina, Usa e alcuni stati dell’Unione europea, tra i quali l’Italia. I depositi iracheni si sono riforniti di armi

Isis, uomini che odiano le donne

«Ho intrapreso questa esperienza sperando di poter ridimensionare le notizie sulla malvagità, sulle violenze. Purtroppo, non è stato così. Anzi. I miliziani dell’Isis, non solo sono di una brutalità incredibile, ma anche fanno un uso assolutamente scientifico di questa brutalità.

Isis, uomini che odiano le donne

«Ho intrapreso questa esperienza sperando di poter ridimensionare le notizie sulla malvagità, sulle violenze. Purtroppo, non è stato così. Anzi. I miliziani dell’Isis, non solo sono di una brutalità incredibile, ma anche fanno un uso assolutamente scientifico di questa brutalità.

Magri: «Paghiamo anche i danni che abbiamo fatto»

«Mi ha molto colpito il livello mediatico in relazione ai tre attacchi dei giorni scorsi in Tunisia, Lione e Kuwait. Sono stati collegati sulla stampa da parole quali “terrore globale, terrore nei tre continenti“, mentre stanno già emergendo chiavi di

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