Articoli con tag: jihad

La propaganda, la miglior arma dell’Isis – Propaganda, the best weapon of ISIS

Gridare Allahu Akbar non è certo una prova di appartenenza alla causa jihadista. E’ un modo – ormai assodato – per diffondere il panico tra la gente, far sì che l’Occidente bolli il fatto come terrorismo islamico, e ottenere visibilità.

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Il contrasto alla radicalizzazione comincia con la prevenzione – The contrast to radicalization begins with prevention

«Vi invito a combattere i miscredenti, con le vostre spade tagliate loro le teste, con le vostre cinture esplosive fate saltare in aria le loro teste». Abdel Rahman Mohy Eldin Mostafa Omer, 60 anni, cittadino italiano di origine egiziana, ripeteva

Il contrasto alla radicalizzazione comincia con la prevenzione – The contrast to radicalization begins with prevention

«Vi invito a combattere i miscredenti, con le vostre spade tagliate loro le teste, con le vostre cinture esplosive fate saltare in aria le loro teste». Abdel Rahman Mohy Eldin Mostafa Omer, 60 anni, cittadino italiano di origine egiziana, ripeteva

Trono e altare, spada e cultura: un intreccio chiamato Islam

Il Cairo, Egitto Nostro servizio E’ un raffinato analista. Ed un appassionato testimone. Padre Giuseppe Scattolin è un missionario comboniano. Ha lavorato in Libano, Sudan ed Egitto. Attualmente è professore di mistica islamica all’Università Gregoriana e al Pisai (Pontificio istituto

Trono e altare, spada e cultura: un intreccio chiamato Islam

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Siria – «Vi racconto gli ospedali di Aleppo»

C’è chi usa le armi e chi le garze, chi le bombe e chi gli antidolorifici. Chi uccide e chi salva. In prima linea, per salvare, da ventitré anni c’è il medico chirurgo Emile Katti, direttore dell’ospedale Al-Rajaa (in arabo,

Siria – «Vi racconto gli ospedali di Aleppo»

C’è chi usa le armi e chi le garze, chi le bombe e chi gli antidolorifici. Chi uccide e chi salva. In prima linea, per salvare, da ventitré anni c’è il medico chirurgo Emile Katti, direttore dell’ospedale Al-Rajaa (in arabo,

L’imam di Firenze: “Tutti gli uomini di fede vogliono la pace”

«La religione dovrebbe essere strumento di rispetto e convivenza pacifica, ma quando viene usata per compiere atti di violenza, significa che il credo è uscito dal suo ruolo». Izzedin Elzir, presidente dell’Ucoii, Unione delle Comunità Islamiche d’Italia, e imam di

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«La religione dovrebbe essere strumento di rispetto e convivenza pacifica, ma quando viene usata per compiere atti di violenza, significa che il credo è uscito dal suo ruolo». Izzedin Elzir, presidente dell’Ucoii, Unione delle Comunità Islamiche d’Italia, e imam di

Iraq. Il califfo appoggiato dagli oppositori di al-Maliki

Com’è possibile che poche migliaia di combattenti, in un tempo breve, siano riusciti a controllare così tanto territorio, fino a conquistare Mosul, seconda città irachena, e ad insidiare la capitale Baghdad, oltre che ad appropriarsi di alcuni dei principali siti

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Quel pezzo d’Africa ad alto tasso di jihadisti

«È qualcosa di più grande di noi». Le parole di don Maurizio Bolzon, nel periodo di attesa dellaliberazione di don Giampaolo Marta, don Gianantonio Allegri e suor Gilberte Bussiére, mi risuonano in testa, mentre ascolto Marco Massoni, segretario generale Institute for

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Cameroun. Don Marta: rapiti perché stranieri

“Good news”, ha detto il capo dei rapitori. Era l’una del 31 maggio. Hanno appreso così i fidei donum vicentini, don Giampaolo Marta e don Gianantonio Allegri, e suor Gilberte Bussiére, della congregazione di Notre Dame di Montreal, che era

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Per il Cameroun si profila un futuro come quello libico

«Il problema fondamentale è che quella è una zona ad alta intensità, per la presenza tanto di gruppi fondamentalisti locali, che di attori esterni. La conflittualità finora localizzata nel Corno d’Africa prima e nel Mali poi, si sta spostando verso

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«Il problema fondamentale è che quella è una zona ad alta intensità, per la presenza tanto di gruppi fondamentalisti locali, che di attori esterni. La conflittualità finora localizzata nel Corno d’Africa prima e nel Mali poi, si sta spostando verso

15 marzo 2011: una data cruciale per la Siria

15 marzo 2011, una data cruciale per la Siria. Tre anni dall’inizio di un conflitto, che ha già lasciato sul terreno oltre 140mila morti. Due ospedali su tre, sono distrutti o inservibili, crollano le vaccinazioni, 80mila bambini sono affetti da

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