Sud Sudan, donne in marcia contro la guerra

JUBA. Di nuovo l’Africa cammina con i piedi delle donne. Un corteo, tutto al femminile, ha attraversato martedì, Juba, capitale del Sud Sudan, per dire no a una nuova guerra. La comboniana messicana, suor Cecilia Sierra Salcido, direttrice dell’emittente cattolica Radio Bakhita – intitolata alla sudanese madre Moretta, la santa canossiana, morta a Schio, nel Vicentino – spiega che l’iniziativa è legata ai timori di un nuovo conflitto armato con il Sudan, a meno di un anno dalla proclamazione d’indipendenza del 9 luglio scorso. Tuttora, infatti, non è stato trovato un accordo in merito alla zona di Abyei – ricca di petrolio -, sul confine tra Nord e Sud. Ad aprile le Forze armate del Sudan (che controlla la zona) e del Sud Sudan sono tornate a combattere. E, nonostante lo stop, la tensione nell’area è forte. La manifestazione è partita dalla spianata del mausoleo di John Garang e si è conclusa di fronte alla sede degli uffici dell’Onu. La marcia ha visto anche una sosta presso il palazzo della presidenza e la consegna di un messaggio al Capo dello Stato, Salva Kiir. Un documento, inoltre, è stato spedito al segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, affinché prenda misure adeguate per fermare il governo di Khartoum, che continua a violare gli accordi internazionali. Gli si chiede, inoltre, di creare una zona cuscinetto per fermare le sofferenze causate dai bombardamenti.

© 2012 Romina Gobbo

Pubblicato su Avvenire –

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