“Che questa base militare possa essere trasformata in un centro di formazione e di azione per promuovere lo sviluppo del Continente africano, a servizio della vera libertà e della democrazia”. La caserma è quella chiamata “Del Din”, ex “Dal Molin” di Vicenza. La speranza di un “cambio di destinazione d’uso” è del vescovo, monsignor Beniamino Pizziol, che, con una lettera al comandante della Guarnigione dell’esercito americano, ha declinato l’invito all’inaugurazione, svoltasi il 2 luglio scorso.
“La decisione – ha scritto – se presenziare o meno è stata fonte di un sereno e condiviso discernimento sul significato della presenza di un vescovo in questa struttura che – al di là della buona coscienza delle persone che vi opereranno – resta il segno che siamo ancora lontani dalla realizzazione di quel progetto di pace, che tutti portiamo nel cuore come un anelito profondo degli esseri umani di tutti i tempi (Giovanni XXIII, Pacem in terris, n.1). Desidero, pertanto, esprimere la mia distanza da ogni forma di violenza, da quella compiuta con le armi della guerra, ma anche da ogni manifestazione, che oltrepassi i limiti della vita civile e della giusta dimostrazione democratica del dissenso”.
La presa di distanza, dunque, è anche nei confronti di una modalità aggressiva di protesta, che ha accompagnato la “questione Dal Molin”, fin dal suo esordio, nel 2007. “Tutto questo – conclude il Vescovo – per riaffermare un unico alto valore, quello della pace vera: pace con Dio, con sé stessi, con i fratelli e con il creato (…). Siamo tutti chiamati a impegnare il meglio di noi stessi, il meglio della nostra intelligenza, il meglio della nostra tecnica, il meglio delle parole e delle strutture che costruiamo per edificare la pace, che è il primo dono del Signore risorto, il primo annuncio del Vivente alla sua comunità”.
© 2013 – Romina Gobbo – Ph Mario Vielmo
Pubblicato su famigliacristiana.it – 17 luglio 2013

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