Sei anni di teologia insieme nel Seminario di Vicenza e insieme, nel 1980, il taglio del primo traguardo importante: l’ordinazione sacerdotale. Poi, per alcuni anni, ancora insieme a Roma. Le strade di mons. Pietro Parolin e mons. Francesco Gasparini, direttore del Museo diocesano di Vicenza, si sono incontrate più volte. E hanno sigillato un’amicizia che ormai dura da quasi quarant’anni, basata sulla stima profonda. «Pietro è un uomo semplice – afferma mons. Gasparini -, che non si è mai vantato, nonostante da anni ormai gli vengano affidati incarichi prestigiosi. Unisce in sé la solidità della dottrina cattolica, la predisposizione al dialogo e l’attenzione alla persona. È un uomo buono, ed è una dote che caratterizza tutta la sua famiglia. Per questo è stimato da tutti. È persona acuta, dall’intelligenza notevole, ed è un grande lavoratore, preciso, accurato. Tutti questi talenti gli serviranno per esplicare al meglio il nuovo impegno». Un impegno che – come ci conferma lo stesso mons. Parolin nell’intervista -, lui non ha mai cercato. «Infatti – riprende mons. Gasparini -. Non è stata una sua volontà frequentare la Pontificia Accademia Ecclesiastica. Arrivò una precisa richiesta dall’allora vescovo vicentino, Arnoldo Onisto, che a sua volta aveva ricevuto una richiesta dal- la Segreteria di Stato. Volevano proprio Parolin. Probabilmente, perché già alla facoltà di Diritto Canonico, era emersa la sua bravura. Pietro non è mai stato un carrierista, ma ha accettato, perché fin da quando era studente, aveva sempre detto che la sua meta era servire la Chiesa».
© 2013 – Romina Gobbo
Pubblicato su La Voce dei Berici – domenica 1 settembre 2013

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