Bertilla Antoniazzi, la sofferenza “offerta” con il sorriso

Bertilla Antoniazzi, 8 anni, ottava di nove fratelli, una bimba della provincia vicentina, una vita semplice, “professione ammalata”. Si definiva così, perché dal primo ricovero in una notte d’agosto del 1953, la bimba di San Pietro Mussolino diventerà ragazza, varcando in continuazione le porte dell’ospedale di Vicenza, che ribattezzerà “la mia seconda casa”. Ecco perché la fase diocesana della causa di beatificazione, il vescovo di Vicenza, Beniamino Pizziol, ha scelto di aprirla in quello stesso ospedale nell’ambito della Giornata mondiale del malato. “Nella sua esperienza di malattia – ha detto Pizziol – Bertilla è stata fonte di consolazione per gli ammalati che erano con lei, per i quali animava la preghiera”. Infatti, per Bertilla sofferenza faceva rima con sorriso. A 13 anni seguiva una personale via spirituale, fatta di “fioretti” da compiere giorno per giorno. Annotava nei suoi quaderni: “Ti prego Signore, il lunedì per la conversione dei peccatori, il martedì per le missioni, il mercoledì per il Papa  e, poi, per i poveri, per i moribondi, per la Chiesa, per le anime del Purgatorio, per il mondo intero”. Non si lamentava mai; al cugino Aldo, malato di sclerosi multipla, scriveva: “Non lasciar andare perduto un solo momento della tua sofferenza, senza averla posta nelle mani di Gesù”. Iscritta al Centro volontari della sofferenza, associazione fondata dal beato Luigi Novarese per aiutare i credenti a prendere coscienza del valori delle esperienze dolorose, subiva il fascino,di un’altra vicentina, Maria Bertilla Boscardin, oggi Santa. Caso curioso ed emblematico: la Antoniazzi morì, ventenne. Il 22 ottobre 1964, lo stesso giorno dello stesso mese e alla medesima ora della Santa di Brendola (spirata nel 1922), a cui ella si era ispirata. Al momento del trapasso, l’infermiera al suo capezzolo, non ebbe dubbi: “Santa Bertilla è venuta a prendere la sua giovane omonima, per portarla con sé in paradiso”.

 

Romina Gobbo

pubblicato su Avvenire – martedì 18 marzo 2014

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