Sotto il Monte – Più che un papa, un papà

25 aprile 2014. E’ un incontro di emozioni quello con il cardinale Loris Capovilla, a Ca’ Maitino di Sotto il Monte (Bergamo), dove risiede, all’interno della casa-museo, che “racchiude la vita” di papa Giovanni XXIII. Capovilla, che fu per dieci anni segretario particolare di Roncalli, da quand’era patriarca di Venezia, fino all’elezione al soglio pontificio, è visibilmente commosso. Così come lo sono io mentre ascolto la visione di quest’uomo, che parla di una Chiesa ispirata al Vangelo, quella, che voleva Gesù. “Perché spesso la nostra Chiesa è stata impregnata di una pastorale sbagliata”.

Eminenza, come si fa a riparare?

“Che significa la parabola del figliol prodigo? Significa che un ragazzo che ha sbagliato, torna e chiede perdono al padre e al fratello, perché ha sentito ‘nostalgia dell’amore’”.

E poi gli aneddoti.

“Un giorno, a Roma, un gruppo di francesi gridò a Roncalli: ‘Viva il papa re’. Ma lui non ha mai voluto essere un sovrano pontefice, bensì un ‘papà’. Indossava gli indumenti pontificali con grande semplicità”.

Le telecamere hanno invaso da settimane il paese natale di Roncalli, per non parlare dei pellegrini. Grande onore, ma anche grande stress per il secondo ordinario diocesano che, con i suoi 98 anni, è il più anziano vivente e, a livello mondiale, il terzo più longevo del mondo.

Ma oggi conta lo il “suo Papa”. E attenzione a definirlo “buono”. Capovilla lo dice da ani: “Casomai si dice Papa della bontà, se per questa intendiamo la sua innata gentilezza e accoglienza. Diceva sempre che un vescovo dev’essere benevolus et hospitalis, cioè deve aprire la porta a tutti, anche ai non credenti”.

E questa è anche una giornata piena di impegni: 250 giornalisti attendono per la conferenza stampa, e poi c’è la diretta con Telepace. Don Capovilla, come vuole essere chiamato, è stanco, ma paziente, mentre il telefono squilla ripetutamente. “I giornalisti in questo periodo, sono stati bravi”.

Cosa pensa di questa canonizzazione? Due papi santi insieme.

“Questo è un momento di unione dell’umanità intera. Tutti siamo creature di Dio. Gesù non ha detto ‘non andate dagli altri, non andate dai musulmani, dai comunisti’. Ha detto solo: ‘Portate la Buona Novella’”.

 

© 2014     Romina Gobbo

pubblicato su La Voce dei Berici – domenica 4 maggio 2014

 

 

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