Violenza senza via d’uscita

 

«Cresce la paura della reazione. Viviamo dentro un ciclo di violenza che dura da decine di anni e temiamo il prezzo che il popolo palestinese forse pagherà»: così padre David Neuhaus, SJ, vicario patriarcale per i cattolici di lingua ebraica del Patriarcato Latino di Gerusalemme.

La notizia dell’uccisione di Eyal Yifrah (19 anni), Gilad Shayer (16 anni) e Naftali Yaakov Frenkel (16 anni), rapiti 18 giorni fa mentre facevano l’autostop a poca distanza da Hebron, in Cisgiordania, è di quelle che, da una parte, gelano il sangue e, dall’altra, congelano definitivamente il negoziato di pace tra israeliani e palestinesi, se mai ce ne sia stato uno.

Padre Neuhaus invita a pregare affinché i capi dello Stato d’Israele reagiscano con saggezza, ma l’ondata di violenza è già cominciata. Gli scontri tra palestinesi e soldati israeliani lo stanno a dimostrare, così come l’uccisione di cinque palestinesi, per non parlare delle retate in villaggi e campi profughi. E nella Striscia di Gaza è di nuovo fuoco incrociato tra l’aviazione israeliana e i razzi dei gazawi.

Il Governo di Israele ha accusato subito Hamas del rapimento, dando così uno scossone al neonato e fragile Governo palestinese unitario Fatah-Hamas. Il risultato è l’esasperazione degli animi. Di sicuro, in questo clima sarà difficile che gli estremisti di Hamas rinuncino al principio della distruzione di Israele. D’altra parte, i palestinesi della Cisgiordania, generalmente estranei ad Hamas, quando non ostili, è probabile che finiscano nelle sue braccia, in funzione anti-israeliana. Infatti, cresce l’insofferenza nei confronti del Governo di Israele che, non solo impedisce ai palestinesi la mobilità all’interno del proprio Paese, ma anche continua a erodere quello stesso territorio (Netanyahu ha dato il via libera a 1.300 nuove unità abitative, poco prima del rapimento – ricordiamo che gli insediamenti sionisti sono stati dichiarati illegali dalla Corte internazionale di giustizia, ndr).

Uccidere tre ragazzi è sempre un gesto ignobile. In questo caso, quali sarebbero state le conseguenze era ben chiaro a chi lo ha fatto. Chiediamoci chi ha ricavato di più da questo omicidio.

© 2014 Romina Gobbo

pubblicato su La Voce dei Berici – domenica 6 luglio 2014

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