Giovanni Antonio Farina nasce l’11 gennaio 1803 a Gambellara, in provincia di Vicenza. Figlio di Pietro e Francesca e settimo di undici fratelli (sei dei quali muoiono ancora piccoli), viene educato dallo zio paterno, don Antonio Farina. A 15 anni entra in Seminario e, sette anni dopo, già insegna ai seminaristi. Nel 1827 viene ordinato sacerdote e vice-parroco della parrocchia di San Pietro in Vicenza, dal vescovo Giuseppe Maria Peruzzi. Nel 1831 apre la prima scuola popolare femminile gratuita, riconosciuta dal governo italiano. Nel 1836 fonda la congregazione delle Suore Maestre di Santa Dorotea, Figlie dei Sacri Cuori, dedite all’educazione. Nella scuola del Farina vengono accolte tutte le ragazze, ma soprattutto quelle dei quartieri periferici, le cieche, le sordomute, le orfane. Nel 1846 pone alle sue suore un altro obiettivo: l’assistenza ai malati. Le forma come infermiere professionali e le manda negli ospedali. Nel 1850 viene nominato vescovo di Treviso e, dieci anni dopo, vescovo di Vicenza: in entrambe le diocesi istituisce associazioni per l’assistenza agli indigenti. Nel 1869 partecipa al Concilio Vaticano I, dove sostiene l’infallibilità pontificia. Il 4 marzo 1888, muore per un’emorragia cerebrale. Il 4 novembre 2001 viene beatificato da papa Giovanni Paolo II. “Il Farina fu un educatore e un uomo attento ai bisogni della gente. Per tutta la vita coltivò questi due filoni di interesse, tanto che da prete era chiamato ‘uomo della carità’ e, da vescovo, ‘vescovo dei poveri’”, dice suor Albarosa Bassani.
© 2014 Romina Gobbo
pubblicato su Avvenire – 20 novembre 2014 (pagina dedicata alla canonizzazione del Farina)

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