Marcia della pace, Vicenza chiama Gerusalemme

“Non c’è luce alla fine di questa galleria che dura da sessant’anni. Tutti parlano di pace, ma la pace non c’è”. E’ sconsolato padre Raed Abusahlhia, responsabile della Caritas di Gerusalemme, a Vicenza, ieri sera, ospite della diocesi, per una testimonianza sulla situazione in Medio Oriente. Eppure, dalle sue parole, sembrerebbe semplice: “La condizione della pace è la fine dell’occupazione israeliana e il ritiro dei soldati dai luoghi occupati nel 1967. Loro non possono avere, e la terra, e la pace”. Non solo è sconsolato, ma è anche arrabbiato per l’indifferenza della comunità internazionale. “Anche l’Europa deve fare la sua parte, deve fare pressione su palestinesi e israeliani per andare verso una soluzione. Non si devono dare i soldi ai palestinesi per metterli a tacere o agli ebrei per “pulirsi” la coscienza dagli errori del passato. Va ricercato il dialogo. Perché non ci può essere soluzione militare. Nessuno – per quanto dotato di un esercito potente – può mettere a tacere la fame di libertà di un popolo”.

La serata con padre Raed rappresenta la prima tappa di avvicinamento alla 47esima Marcia nazionale per la pace, del 31 dicembre, dal titolo “Non più schiavi, ma fratelli”, voluta a Vicenza dalla Conferenza episcopale italiana, in collaborazione con Pax Christi, Caritas italiana e Azione cattolica. “La nostra città -ha spiegato il vescovo Beniamino Pizziol – è stata scelta perché il nostro fu uno dei territori più colpiti durante la Prima guerra mondiale, ma anche a ricordo della dolorosa vicenda dei nostri missionari rapiti in Cameroun (e poi provvidenzialmente liberati) la scorsa primavera”. Pax Christi, inoltre, sottolinea anche l’altro motivo – quello magari più taciuto -, ovvero la forte presenza militare. Una seconda riflessione sarà offerta da Ael Suleiman, direttore della Caritas giordana, che arriverà a Vicenza, al “Centro Onisto” (Borgo S. Lucia 51), martedì 9 dicembre, alle 20.30. Seguiranno, giovedì 11 dicembre, alle 21, al cinema Araceli (Borgo Scroffa 20), la proiezione del film di Ermanno Olmi, “Torneranno i prati” e, giovedì 18, alle 20.30, “La pace scordata – Anche l’Italia vende armi”, serata nel ridotto del Teatro Comunale (viale Mazzini 39), a cura del coro “I crodaioli” di Bepi De Marzi.

E così si giunge ai giorni clou, martedì 30 e mercoledì 31 dicembre, con il convegno di Pax Christi, “Dalla prima alla terza guerra mondiale – Le legislazioni della storia, le ragioni della pace, il soffio della profezia”, nella casa di esercizi spirituali, Villa San Carlo (a Costabissara). Quindi, mercoledì 31, a partire dalle 17, via alla marcia per le vie della città. Partenza da piazzale della Vittoria di Monte Berico, con passaggi a Campo Marzo, San Lorenzo, Borgo S. Lucia vicino al Seminario, per concludersi in Cattedrale, alle 22.30, con la celebrazione eucaristica. Un soldato della Prima guerra mondiale ha lasciato scritto in un trincea, “Voliamo la pace”. Questo errore di grammatica è diventato il sottotitolo della marcia, che intende invitare a far “volare la pace”.

© 2014    Romina Gobbo

pubblicato su Avvenire – 6 dicembre 2014

 

 

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