Un percorso del cuore e nel cuore. Del cuore, perché si svolge in primis nell’intimità di ciascuno. Nel cuore, perché si snoda nel cuore della Toscana, da Firenze a Pisa, con appendici nella Piana di Lucca e in Val d’Elsa (Siena). L’8 dicembre, festa dell’Immacolata Concezione, è stata inaugurata “Terre di presepi”: più di settanta chilometri alla scoperta dell’arte che trae da Greccio le sue origini. Da quando, nella notte di Natale del 1223, san Francesco rappresentò con personaggi viventi la natività, artisti e artigiani – “novelli presepisti” di ogni dove – si sono messi all’opera, per riproporre con tecniche e materiali di vario genere, la vicenda della Sacra Famiglia. Ma l’iniziativa toscana si distingue perché coinvolge tantissime realtà, tra parrocchie, diocesi, ed enti territoriali. “Si tratta di un percorso guidato fra opere artigianali e artistiche a tema natalizio – spiega Fabrizio Mandorlini, portavoce di Terre di presepi -. Interessante è che si è creata una rete, destinata a crescere, perché possono farne parte tutti i paesi che lo desiderano, purché abbiano un presepio da proporre. Ed è anche un’occasione importante per il territorio dal punto di vista turistico, se pensiamo che l’aspettativa è di centomila visitatori”. Castelfiorentino (Fi) propone, nel centro storico, la via dei presepi, con oltre cinquanta realizzazioni, tra cui una di oltre 50 metri. Per il presepe artistico della parrocchia de’ Bassi all’Isolotto sono serviti ben dodici mesi di lavoro. Ancora un presepe artistico a Lecore, nella piana di Signa, realizzato con scatole di cartone. A Petronio, terra di Leonardo da Vinci, il presepe è all’aperto e completamente meccanizzato. Cigoli (Pi), luogo natio di Lodovico Cardi, nella storica pieve propone un presepe tecnologico tra i più grandi d’Italia. A Montopoli Val d’Arno, ci sono il presepe tradizionale nella pieve e, nel conservatorio di Santa Marta, quelli realizzati con materiale di scarto da Roberto Cipollone; nella frazione di Capanne, c’è un bel presepe al cinema teatro, in quella di Castel del Bosco, il presepe è nella parrocchiale. A Nicosia di Calci ci sono il “Presepio che cresce”, con personaggi in gesso, vestiti in stile d’epoca; nel museo di storia naturale si trova, invece, il presepe “animato”, realizzato negli anni ’50 e ’60 del secolo scorso. San Miniato offre il presepe a misura d’uomo, dove ciascuno può diventarne personaggio; e, sulla facciata del Seminario vescovile, foto e dipinti richiamano il mondo alla pace. A San Miniato Basso, duecento figuranti animano il presepe vivente. A San Romano, un presepe enorme si trova nel chiostro del convento. A Usigliano di Lari c’è il museo del presepio. A San Giovanni alla Vena, il presepe dell’Angelo occupa un’intera cantina. In località Convalle di Pescaglia (Lucca), dal 1994 il presepe “riscalda” una grotta naturale. Nel presepe di Montignoso (Massa Carrara) si incontra l’intera vita di Gesù. Giorni e orari di apertura nel sito: www.terredipresepi.blogspot.it.
Romina Gobbo
pubblicato su Avvenire – sabato 20 dicembre 2014

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