Sovizzo, una scuola a emissioni zero

Basso consumo energetico e “zero emissioni”. Sarà così la scuola media di Sovizzo, sita in via Alfieri, a lavori di ampliamento conclusi. Un progetto unico nel Veneto, per le cui caratteristiche è stato giudicato meritevole di essere inserito nella campagna “Energia sostenibile per l’Europa 2005-2008” e quindi di poter utilizzare il relativo logo. Si tratta di un’iniziativa della Commissione Europea, Direzione generale Energia e trasporti, che si propone di sensibilizzare la collettività alla produzione e all’uso dell’energia sostenibile, secondo gli obiettivi della politica energetica comunitaria in fatto di fonti di energia rinnovabili, efficienza energetica, trasporti puliti e combustibili alternativi. Questa specie di “marchio europeo di qualità ambientale” dà sicuramente lustro al progetto del Comune di Sovizzo e la speranza dei promotori è che ne faciliti la sponsorizzazione. Una vera soddisfazione per Daniele Calasanzio, vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici, che ha fortemente voluto questo progetto innovativo, rendendosi conto che realizzare un edificio “ecologico”, diversamente da quanto pensano i più, non richiede un esborso esorbitante. «L’obiettivo a breve termine è, naturalmente, l’indipendenza dagli approvvigionamenti di gas metano e il risparmio che ne deriverà. Quello, invece, a più lungo termine è che questo progetto serva da esempio. Per i ragazzi, perché possano crescere acquisendo concetti nuovi, come la sostenibilità energetica e le problematiche connesse. E, di conseguenza, per i loro genitori e per la comunità. La diffusione della conoscenza di queste nuove tecnologie e il constatare con mano che il costo non è impossibile, potrà indurre i cittadini a costruire le loro case secondo criteri di risparmio energetico. A questo proposito, già molti privati ci hanno contattato e come Comune forniremo volentieri consulenza tecnica a quanti ce la chiederanno. Gli stessi progettisti e artigiani dovrebbero essere stimolati ad approfondire e proporre soluzioni con questa nuova ottica». È previsto un ampliamento di circa 1.000 metri quadrati, su due piani, per poter accogliere un centinaio di studenti in più. Una volta a regime, i ragazzi delle medie saranno spostati nella nuova ala, mentre la parte vecchia servirà ai bambini delle elementari.

Ma vediamo il progetto nel dettaglio. «La vera novità – spiega Calasanzio – è l’utilizzo di moderni sistemi che permetteranno alla scuola di risparmiare energia e di avere un impatto ambientale minimo. La progettazione e i materiali di costruzione scelti comporteranno un miglior isolamento delle pareti dell’edificio, impedendo inutili dispersioni di calore. Per esempio, abbiamo scelto il riscaldamento a pavimento, essenziale per lavorare a basse temperature, abbiamo effettuato una modifica per aumentare la coibentazione dei muri, previsto infissi con elevato coefficiente di trasferimento del calore, tutto il sistema di ricircolo dell’aria è stato studiato per riscaldare l’aria che si immette dall’esterno. Il risultato finale sarà un edificio “in classe A”, ovvero con un elevato coefficiente termico e un conseguente basso consumo energetico. Parliamo di 30 watt per metro quadro, quando per un appartamento normale siamo nell’ordine dei 150 per metro quadro, cinque volte tanto».

«L’energia termica necessaria per un anno sarà di 68.000 kWh, con un risparmio di circa 150.000 kWh rispetto ad un edificio normale. Il fabbisogno energetico dipenderà interamente da fonti di energia rinnovabili: geotermia e fotovoltaico. Non serviranno né caldaia, né canne fumarie. Il riscaldamento sarà fornito da un sistema di sonde geotermiche con pompe di calore, il cui consumo elettrico è stimato in circa 19.000 kWh. Tale esigenza verrà soddisfatta dai pannelli fotovoltaici, che sostituiranno le alette frangisole previste nel progetto iniziale. Il fotovoltaico è ideato in modo da poter disporre di energia elettrica durante tutto l’anno. Nei mesi invernali l’energia prodotta non basterà per alimentare l’impianto, ma il fabbisogno sarà coperto da quella immagazzinata nei mesi estivi. In questo modo l’edificio sarà veramente a “zero emissioni” tanto che, a lavori ultimati, sarà certificato. Dal punto di vista didattico, un display illustrerà graficamente a ragazzi, insegnanti e genitori come funziona l’impianto. I lavori sono iniziati lo scorso maggio e ne prevediamo la fine a settembre 2007».

E quanto costerà tutto questo? L’incremento di costo per portare l’edificio “in classe A” è stato relativamente contenuto, sull’ordine dei 60-70mila euro. Questo ha rafforzato nell’idea di proseguire su questa strada. Il Comune ha già finanziato i circa 120mila euro per l’impianto geotermico, ma il costo maggiore è quello del fotovoltaico, che si aggira sui 150mila euro. «Per poterlo sostenere – conclude Calasanzio – servono contributi. La Regione dovrebbe avere maggiore attenzione a questo tipo di approccio, qui stiamo facendo tutto con le nostre forze».

© 2006 Romina Gobbo 
pubblicato su Ecoenergia – anno 1 – n. 11 – Dicembre 2006

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