Hiv. Diminuiscono i decessi, aumentano i malati – Hiv. Deaths are decreasing, the sick are increasing

L’Assessorato agli Interventi sociali del Comune di Vicenza partecipa alla Giornata mondiale contro l’Aids con una serie di iniziative di sensibilizzazione, in collaborazione con varie associazioni di volontariato, tra cui il “Comitato di solidarietà con le famiglie dei tossicodipendenti e malati di Aids”, presieduto da Olga Dalla Valle, l’Anlaids, presieduto da Anna Serra, la cooperativa “Insieme” e “Casa Marcoaldi”.

Ma qual è la situazione a Vicenza?

Il numero complessivo di pazienti con infezione da Hiv afferiti all’Unità operativa di malattie infettive e tropicali di Vicenza, dall’inizio dell’epidemia negli anni ’80, è di 1.861 pazienti. E’ basso il numero dei decessi (7 persone nel 2007), ma sono aumentate le persone seguite dal centro, con il conseguente aumento dell’età media dei pazienti (attualmente 44 anni, con una quota di circa il 4% che supera i sessant’anni), che comporterà nel futuro nuovi problemi assistenziali. A questo effetto, dovuto alla disponibilità di farmaci efficaci, si deve aggiungere anche l’aumento dell’età media dei pazienti che giungono alla prima osservazione (nel 2005 l’età media dei maschi alla diagnosi di infezione da Hiv in Veneto era di quarant’anni – dati del sistema di sorveglianza regionale). In provincia vi sono altri due centri a cui possono rivolgersi pazienti con infezione da Hiv: Bassano e Schio-Thiene dove è attiva un’Unità operativa di malattie infettive autonoma. Un calcolo effettuato alla fine di agosto 2007 stimava in 774 i pazienti in trattamento antivirale nei tre centri. I casi di Aids a Vicenza sono 529.

Questo il fitto programma della Giornata del 1° dicembre: dalle 9 alle 19 in contrà Cavour, l’associazione Anlaids di Vicenza offrirà piantine fiorite, il cui ricavato servirà a finanziare borse di studio per medici infettivologi. Alle 17, nella sede della cooperativa Insieme (viale della Scola a S. Pio X) si svolgerà uno spettacolo teatrale per bambini e adulti dal titolo “Il baule dei sogni”, presentato da “I quattro elementi”. Nel corso della giornata, ancora presso la cooperativa, le suore della Divina Volontà di Bassano presenteranno il progetto “Siloe” a favore dei bambini affetti da Aids o orfani di genitori affetti da Aids del Cameroun. A tale proposito, dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 19, funzionerà un banchetto con materiale vario e la proiezione di video. Alle 18.30, presso la parrocchia di Santa Bertilla, il vicario generale don Lodovico Furian presiederà una messa, organizzata dal Comitato di solidarietà delle famiglie dei tossicodipendenti e malati di Aids. Infine, presso il teatro Astra, in Ca’ Barche, alle ore 21, l’associazione “Casa Marcoaldi” presenterà lo spettacolo teatrale “Il sole splende per te” (monologo di Molly Bloom dell’Ulisse di James Joyce). La rappresentazione è un libero adattamento teatrale di Marco Cavalli, interpretato da Stefania Carlesso, con la partecipazione di Thierry Parmentier e con le musiche originali di Matteo Giorgioni. L’ingresso è a offerta libera e il ricavato sarà devoluto a Casa S. Josè in Guatemala, che ospita bambini malati di Aids.

Aderiscono alla manifestazione anche le associazioni: il Mosaico onlus, Job Mosaico cooperativa sociale, Associazione Speranza, Consorzio Prisma, Progetto sulla soglia della cooperativa Insieme, Csa di Vicenza. E ancora: Cisl, Uil di Vicenza, Dipartimento per le dipendenze patologiche e Unità operativa di malattie infettive e tropicali dell’Azienda Ulss n. 6, Cnca Veneto (Coordinamento nazionale delle comunità accoglienti) e Caritas diocesana vicentina. Inoltre, Medici con l’Africa Cuamma di Padova ha organizzato per sabato un’iniziativa di sensibilizzazione e raccolta di fondi. Anche a Vicenza, quindi, presso i punti vendita Alì i clienti troveranno punti informativi allestiti dai volontari di Medici con l’Africa e potranno indossare il Red Ribbon (il nastro rosso che dal 1991 è simbolo della lotta all’Aids e di solidarietà verso chi ne è colpito; rosso come il sangue attraverso cui si trasmette la malattia, ndr), come milioni di persone in tutto il mondo, per dire Stop Aids. Saranno, inoltre, distribuite cartoline di sensibilizzazione e borsine dedicate alla giornata. Il ricavato servirà alla realizzazione di un laboratorio per l’Hiv in Kenya, un progetto avviato da Medici con l’Africa-Cuamm nella primavera scorsa, proprio grazie al sostegno di Alì.


UNA RICORRENZA PER SCUOTERE LE COSCIENZE

La Giornata mondiale contro l’Aids, indetta ogni anno il primo dicembre, è dedicata ad accrescere la conoscenza dell’epidemia mondiale di Aids, dovuta alla diffusione del virus Hiv. La data della ricorrenza è stata scelta nel 1988 durante il Summit mondiale dei ministri della sanità, in quanto il primo caso di Aids è stato diagnosticato il primo dicembre 1981. Da allora l’Aids ha ucciso oltre 25 milioni di persone, diventando una delle epidemie più distruttive che la storia ricordi. Per quanto in tempi recenti l’accesso ai farmaci antiretrovirali sia migliorato in molte regioni del mondo, l’epidemia di Aids ha mietuto circa 3,1 milioni di vittime nel corso del 2005 (le stime si situano tra 2,9 e 3,3 milioni), delle quali 57mila erano bambini.

Dal 1987 al 2004 la Giornata mondiale è stata organizzata dall’Unaids, ovvero dall’Organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa della lotta all’Aids; dal 2005 il compito è passato alla Wac, The World Aids Campaign, un’organizzazione indipendente, che ha scelto come tema per l’anno in corso – e fino al 2010 – “Stop Aids: keep the promise” (ovvero “Fermare l’AIds: manteniamo la promessa”). Invertire la tendenza alla diffusione entro il 2015 è il traguardo che il mondo intero si è posto definendo gli obiettivi del Millennio. Il consueto rapporto annuale sull’andamento epidemiologico dell’infezione da Hiv dell’Unaids stima che nel mondo vi siano circa 33 milioni di persone contagiate dal virus – di cui la metà donne – con circa 2,5 milioni di nuove infezioni ogni anno e quasi 4 milioni di decessi. Rispetto alle stime degli anni precedenti l’epidemia sembra in una fase di livellamento ma, secondo l’Unaids, questo dipende da una migliore stima dell’andamento epidemiologico e da un aumento di conoscenza sulla durata della vita dei pazienti, non tanto da un vero rallentamento. Tant’è vero che il Continente nero si discosta da questo andamento “positivo”. Gli ultimi dati riferiti al 2005 tratteggiano per l’Africa sub-sahariana una situazione drammatica: 25 milioni di persone infette – 1 donna gravida su 4 – e 2 milioni di persone decedute. Non solo non si parla di arresto dell’espansione, ma il tasso di diffusione della malattia è addirittura incrementato, portando i nuovi casi dai 2,6 milioni del 2003 ai 2,7 del 2005.

© 2007 Romina Gobbo

pubblicato su La Voce dei Berici – domenica 2 dicembre 2007 – pag. 12

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