Vcanza coatta o viaggio per pochi?

Ci siamo. L’agosto italiano è arrivato: fabbriche chiuse e serrande dei negozi abbassate, afa, code in autostrada, lunghe attese e spiagge stipate. E’ il mese della vacanza “coatta”, del grande esodo, saggio finale di quella “fuga dalla città” cui si assiste ogni fine settimana. A farla da padrona sono anche quest’anno le località di mare. Con una novità: gli italiani, complice l’alto costo della vita, hanno riscoperto la vecchia, cara roulotte. Insomma, il campeggio come come ultimo spiraglio d’avventura. Per il resto, l’avventura oggi è superare il casello di Mestre. Avventura è riuscire ad abbronzarsi in quell’unico pezzetto di spiaggia assolata tra un ombrellone e l’altro. Avventura è correre sul bagnasciuga senza rotolare sui corpi ammassati. Avventura è evitare l’eritema, nonostante questo “sole malato”, è uscire sani dal bagno nell’Adriatico. Avventura è partire con l’aereo in orario e arrivare dall’altra parte del mondo con la valigia intonsa. E una volta là, nel villaggio a cinque stelle, l’avventura è guardarsi dall’animatore, che tenta di coinvolgerti nel ballo di Simone. Per fortuna sono ancora molti quelli per i quali vacanza fa rima con viaggio, meglio se fuori dai percorsi turistici abituali. Non importa il motivo: qualcuno fugge dalla routine. qualcun altro parte per abitudine o per svago, per vivere esperienze ed emozioni nuove, per insegure un sogno o dimenticare un amore finito: per conoscere o per desiderio di libertà; oppure semplicemente per la gioia di partire… e per quella di tornare. Non importa la meta: c’è chi ama cambiare e chi preferisce ritornare in posti già visti, chi sceglie luoghi affollati e chi fugge nei deserti, chi scala montagne e chi si immerge negli abissi. La regola è una sola: bagaglio leggero. Servono soltanto spirito di adattamento – perché qualche disagio è inevitabile – e curiosità verso l’altro. Perché in ogni incontro tra culture diverse qualcosa si perde, ma qualcosa di nuovo si crea. Un viaggio è innanzitutto un piacere. Si costruisce giorno dopo giorno, spesso “deviando” dalla strada principale. Perché avventura è prima di tutto lasciare la porta aperta alle possibilità.

© 2008 Romina Gobbo 
pubblicato su Corriere Vicentino – anno IX – n. 8 – Agosto 2008

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