Toglieteci tutto ma non l’influenza

Arriva l’Australiana. Non è una sinuosa ragazza proveniente dall’altro emisfero, con la quale più di un maschio italiano sarebbe felice di stare a letto. E’ l’influenza di quest’anno. I virologi stimano che metterà il Paese in ginocchio. I meteorologi rincarano la dose, prospettando picchi di freddo eccezionali per il mese di gennaio. E qui ci si potrebbe chiedere dov’è la notizia. Visto che siamo in inverno, il minimo che ci si può aspettare è che sia… freddo. Ma tantè che bisogna correre ai ripari. A casa e in ufficio termostato posizionato sui 24°, con buona pace degli ecologisti; per l’esterno, sciarpa, berretto e – per chi ce l’ha (perché quest’anno non è lecito comprarla) – la pelliccia, prepotentemente tornata di moda. Parola d’ordine, evitare l’influenza. Febbre alta e mal di gola, soprattutto in tempi di crisi, sono out. La salvezza – per i datori di lavoro – arriva dal nuovo vaccino che sta sperimentando ad Oxford. Protezione garantita per cinque anni. E così ci tolgono una delle “scuse” più efficaci. Driin. “Ho la febbre a 38. Non ce la faccio proprio a venire al lavoro. Il medico mi ha dato una settimana”… Etcì. Uno starnuto, la voce roca, e il gioco è fatto. Diversa l’occasione, stessa scappatoia. Appuntamento al buio, organizzato da un’amica. Per fortuna c’è il videocitofono. “Dio, quant’è brutto”. Ciak, si gira. “mi devi scusare, ma non mi sento proprio bene. Non so spiegare di cosa si tratta, il dottore ha parlato di uno strano virus, sai, potrebbe essere contagioso”. Salva. Festa di compleanno della cugina antipatica. “Paola, mi dispiace, questo senso di nausea non mi abbandona. Non riuscirei neppure a mangiare una delle tue deliziose tartine”. L’influenza in realtà è fastidiosa, ma a volte stare al calduccio e con una spremuta non è male, specie se l’alternativa è la cena con le amiche di mamma, età media 65. Insomma, questo vaccino non ci piace molto, suggeriamo di studiarne di più utili, contro i vicini invadenti, per esempio, o quello per superare la coda sulla tangenziale di Mestre.

© 2009 Romina Gobbo 
pubblicato su Corriere Vicentino – anno XI – n. 1- Gennaio 2009

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