La situazione dei Paesi nel Medio Oriente

I turchi non possono convertirsi apertamente al cristianesimo, a causa delle discriminazioni nei confronti dei convertiti. Vittime per tutto il XX secolo dell’ostilità della Repubblica turca nei confronti dei non musulmani, i greco-ortodossi in Turchia non sono più di 2.500. Il potere di Ankara continua a negare il carattere ecumenico del Patriarcato di Costantinopoli. La popolazione è 75 milioni e 800mila abitanti. I musulmani sono il 97,4 per cento; gli agnostici il 2 per cento; i cristiani lo 0,3 (di cui 37mila cattolici).

In Libano la libertà di religione e di coscienza è appannaggio delle 18 comunità storicamente riconosciute (12 cristiane, 4 musulmane, una drusa e una ebrea). Chi non ne fa parte è escluso da ogni diritto all’esercizio delle sue libertà. Il tentativo di proselitismo da parte dell’una o dell’altra comunità può provocare reazioni anche violente. Numerosi movimenti militano a favore dell’instaurazione di una laicità integrale, a livello tanto politico quanto sociale; il che implicherebbe una de-confessionalizzazione delle istituzioni dello Stato. La popolazione è di oltre 4 milioni di abitanti. I musulmani sono il 53,6 per cento; i cristiani il 40 per cento (di cui 2 milioni, cattolici).

In Israele le minoranze – cristiani e musulmani – hanno vita dura. La popolazione è di 7 milioni e 200mila persone: gli ebrei sono il 72,5 per cento; i musulmani il 19,3 per cento; gli agnostici il 4,8; i cristiani il 2,4 (di cui 133mila cattolici).

In Palestina, a Gaza, dalla presa di controllo della Striscia a opera del movimento islamico Hamas, nel giugno 2007, i cristiani, circa 2.000, di cui 200 cattolici, vivono sotto la pressione dell’integralismo, con ripercussioni sulla loro libertà. Le donne cristiane devono indossare il velo quando escono di casa.

Nella Cisgiordania, governata dall’Autorità palestinese, i cristiani, pur non essendo vittime di discriminazioni ufficiali, subiscono la pressione degli islamici, la cui popolarità è in aumento tra la popolazione. Dei quasi 4 milioni e 500mila abitanti, i musulmani sono l’80,6 per cento; gli ebrei l’11,8; gli agnostici il 5,7 per cento; i cristiani l’1,9 (di cui 25mila cattolici).

La Siria rimane uno dei Paesi del vicino Oriente dove la libertà religiosa è relativamente ben assicurata, grazie all’ideologia laicizzata del partito Baath al potere. Per quanto riguarda la libertà religiosa, si tratta di una libertà di culto e non di coscienza. La popolazione conta 22 milioni e 500mila abitanti. I musulmani sono il 92,8 per cento; i cristiani il 5,2 (di cui 428mila cattolici); gli agnostici il 2 per cento.

In Giordania, governata da una monarchia islamica e dove l’Islam è religione ufficiale, il sistema è abbastanza liberale; le Chiese sono riconosciute e beneficiano di libertà, compreso il diritto di aprire scuole. Su una popolazione di 6 milioni e mezzo di abitanti, i musulmani sono il 93,9 per cento; gli agnostici il 3 per cento; i cristiani il 2,8 (i cattolici 109mila).

Nell’Arabia Saudita, su oltre 26 milioni di abitanti, i musulmani sono il 93 per cento; i cristiani il 4,9 per cento (di cui, un milione e 250mila cattolici); il 21, per cento professa altre religioni. La posizione ufficiale del governo saudita è che i non musulmani possono riunirsi per pregare, ma in piccoli gruppi e in case private. In realtà, si verificano spesso casi di irruzione da parte della polizia.

Per tutti i sette Emirati, che costituiscono la Federazione degli Emirati Arabi Uniti, la religione ufficiale è l’Islam. La Carta fondamentale dello Stato garantisce la libertà di culto ai non musulmani, a patto che non vengano violate le leggi o la morale pubblica. Su una popolazione di quasi 5 milioni di abitanti, i musulmani sono il 76,2 per cento; i cristiani il 12,6 per cento (i cattolici 580mila); gli induisti il 6,6 per cento.

La Costituzione dichiara l’Islam religione di Stato nello Yemen, e stabilisce che “la shari’a islamica è la fonte di tutte le legislazioni”. L’apostasia è menzionata tra le pene coraniche (hdud) all’articolo 12 del Codice penale del 1994, ed è punibile con la morte. Gli altri hudud sono ribellione, rapina, furto, adulterio, falsa accusa di adulterio e consumo di vino. La popolazione è di 24 milioni e oltre 200mila persone. I musulmani sono il 99,1 per cento; i cristiani lo 0,2 (di cui 4.000 cattolici).

Anche nel 2010, in Iraq le violenze inflitte ai cristiani non sono cessate; nel Paese si alternano fasi di calma relativa e periodi di vere e proprie persecuzioni. E’ a Mosul che ha avuto luogo il più grande numero di aggressioni. In questa città, a maggioranza musulmana sunnita, i cristiani vivono sotto il regime della sha’ria: le donne cristiane devono indossare il velo quando escono di casa. La popolazione conta oltre 31 milioni di abitanti: i musulmani sono il 97,3 per cento; i cristiani l’1,8 (di cui 300mila cattolici).

La Costituzione del Kuwait proclama l’Islam come religione di Stato e la shari’a come “fonte principale della legislazione”, ma sancisce anche l’assenza di discriminazioni. Su una popolazione di 3 milioni di abitanti, i musulmani sono l’85,2 per cento; i cristiani l’11,1 (di cui 300mila cattolici); gli induisti il 3,5.

L’Islam sciita, garantito dalle autorità religiose nella sua versione più integralista, è in Iran religione di Stato. Questo porta a discriminazioni e violenze contro altre religioni e perfino contro l’Islam sunnita. Su una popolazione di circa 75 milioni di abitanti, i musulmani sono il 98,6 per cento; i cristiani lo 0,5 per cento (di cui 19mila cattolici).

Nonostante le pressioni internazionali, il governo afgano non sembra in grado di attuare una politica rispettosa dei principi fondamentali che garantiscano una effettiva libertà religiosa. Il peso della tradizione, i condizionamenti da parte delle fazioni islamiche radicali e il persistere di un conflitto armato in molte province, determinano una situazione estremamente difficile non solo per la libertà religiosa, ma anche per il rispetto dei diritti umani fondamentali. In Afghanistan i cristiani (di cui 300 cattolici) sono lo 0,1 per cento su una popolazione di 29 milioni di abitanti; i musulmani il 99,9 per cento.

fonte: Libertà religiosa nel mondo – Rapporto 2010, a cura di Acs, Aiuto alla Chiesa che soffre

La Voce dei Berici – inserto “Quando pregare diventa difficile” – domenica 12 giugno 2011

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