Un Papa africano? Se non adesso magari la prossima volta

11 febbraio 2013. È rimbalzata da un continente all’altro la notizia delle dimissioni di papa Benedetto XVI. Per tutti, un gesto epocale, nessuno sa con precisione quale sarà il futuro, ma tutti concordano sul fatto che nulla sarà più come prima.

12 febbraio 2013. Sui media parte il cosiddetto toto-Papa. Dagli italiani Angelo Scola e Gianfranco Ravasi al filippino Antonio Gokim Tagle, dal newyorkese Timothy Dolan all’honduregno Oscar Andras Rodriguez, dall’austriaco Christoph Schoenbrn agli africani Peter Kodwo Appiah Turkson (ghanese) e Francis Arinze (nigeriano). Il Continente nero, benché scosso dalle guerre e dal martirio dei cristiani per mano islamica, è il luogo dove si assiste alla crescita maggiore della Chiesa. Tanto da riflettersi sugli equilibri del collegio dei cardinali, in cui siedono 18 rappresentanti africani. Tuttavia, a volte la sensazione è che sia una boutade, senza conoscere bene la realtà africana e soprattutto senza sapere se davvero i tempi sono maturi. L’abbiamo chiesto ai nostri missionari vicentini, che l’Africa la vivono tutti i giorni, senza dimenticare che, come diceva il giornalista polacco Ryszard Kapuscinski, il nome Africa è più una convenzione, mentre bisognerebbe parlare di tante Afriche, perché ogni Stato è a sé.

«Un Papa africano? Se non adesso, la prossima volta – dice padre Giuseppe Dovigo, saveriano, di stanza a Bukavu, nella Repubblica del Congo -. L’Africa è un continente di fede. Nonostante guerre e ingiustizie, la fede in Dio non è messa in discussione. C’è un fermento di gruppi liturgici, le chiese sono piene, il numero dei seminaristi cresce. L’Africa ha anche i suoi premi Nobel: Nelson Mandela, Kofi Annan, Desmond Tutu… Ed è anche aperta la beatificazione di Julius Nyerere, presidente della Tanzania. E lo stesso Papa Benedetto disse: “Io intravedo (nell’Africa) il polmone spirituale per l’umanità che sembra in crisi di fede e di speranza, grazie alle ricchezze umane e spirituali straordinarie” (Africae Munus, n. 13). Tuttavia, non bisogna dimenticare che anche gli altri continenti sono Chiesa universale, in piena trasformazione, e che offrono grandi possibilità e hanno diritto di parola: l’America Latina, l’Asia… Se non adesso, sarà la prossima volta. Perciò, affidiamoci a Dio e allo Spirito Santo».

Più scettico è dom Elio Greselin, dehoniano, dal 2008 vescovo della Diocesi di Lichinga, nel nord del Mozambico, ma in Africa dal 1966. «In Mozambico la situazione della Chiesa non è così rosea. C’è un forte scollamento tra la professione della vita cristiana e la realtà concreta. Tutti vogliono il battesimo, ma in chiesa ci va il 10-12 per cento. La mia diocesi è grande quanto Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Liguria messe insieme; sulla carta, i cristiani sono 230mila, ma la frequenza alla messa e alle attività pastorali è un’altra cosa». Che ne dice di un Papa africano? «Per me è prematuro. Conosco molto bene mons. Turkson, l’ho in- contrato più volte. È veramente una persona straordinaria, è un uomo preparatissimo, anche sul fronte ecumenico. Tuttavia, per i problemi che un Papa oggi deve affrontare – non solo economici, non solo politici, ma anche difficoltà di convivenza fra le nazioni, questioni teologiche, di riorganizzazione interna… -, serve una persona con un’apertura mentale assolutamente nuova, che goda di buona salute e sappia catalizzare su di sé tante energie, collaboratori fidati, con cui entrare in dialogo continuo. Io credo che l’Africa potrebbe aspettare ancora un po’. Certo che chiunque verrà eletto, avrà il suo bel da fare».

Tanti interrogativi anche per don Maurizio Bolzon e don Leopoldo Rossi, fidei donum della diocesi di Vicenza, parroci a Loulou, nel nord del Cameroun. «Viviamo in una piccola realtà africana. Loulou è un angolo della terra senza contatti con l’esterno, perciò il nostro osservatorio è limitato. Qui a nessuno è venuto in mente che il prossimo Papa possa essere africano. E noi non ci abbiamo riflettuto, poi, così tanto. Non sappiamo davvero se l’Africa sia pronta a un Papa africano. Non sarà, in fondo, che il Papa africano andrebbe bene a tutti nella misura in cui ragiona e agisce esattamente come farebbe un bianco? La teologia africana si è così emancipata da quella occidentale? La liturgia africana, tolte le danze e i tamburi, in cos’è dissimile da quella romana? Sono domande che ci facciamo, ma alle quali non abbiamo ancora trovato risposta».

C’è un altro elemento di cui tenere conto. La corruzione generale nella quale versa il sistema politico, amministrativo e giudiziario di molti Stati fa sì che gli stessi africani non vedano di buon occhio i loro connazionali in posizioni di potere. E un Papa con il potere deve fare i conti. Ma suor Teresa Marcazzan, direttrice del Paolines Distribution Centre di Nairobi, in Kenya, è molto più possibilista. «Sono in Africa da quarant’anni e la Chiesa è cresciuta tantissimo. Da oggetto di evangeliz-zazione è diventata soggetto di evangelizzazione. In Nigeria, per esempio, su 150 milioni di abitanti, ci sono cira 30 milioni di cattolici. Quella africana è una bella Chiesa vivace, che cresce unita alla Chiesa di Roma. Quindi, perché no un Papa africano? Ci sono tante personalità di spicco, anche nel mondo ecclesiale. Ci sono persone molto preparate, alcune già ricoprono posti di responsabilità. Non mi dispiacerebbe un Papa africano, anzi, secondo me darebbe ancora più identità a questa Chiesa, che non sempre è apprezzata come dovrebbe essere». Ma come è stata accolta la notizia delle dimissioni di Benedetto XVI? «Le dimissioni del Papa, evento senza precedenti nella storia moderna, ha sorpreso molto anche i nostri cristiani – racconta padre Dovigo -. La gente qui guarda al Papa con il massimo rispetto e la venerazione dovuta a una persona “sacra”. E, come la tradizione lo esige, è impensabile la rinuncia a certi ruoli. Ho esposto l’annuncio in francese, proprio quello che il Papa ha dato ai cardinali, e ho visto che era la notizia più letta e commentata dai giovani. Alla fine, hanno capito e ammirano l’iniziativa umile e grande di Benedetto XVI. Da parte mia, dopo un primo momento di incredulità, ho provato commozione e ho gridato: Bravo!».

«Le dimissioni del Papa mi hanno dato gioia – riprende il vescovo Greselin -, perché aprono la strada alla nomina di altri missionari e vescovi. Quest’anno compio 75 anni e questo annuncio mi fa sentire più libero. Credo che quanti hanno compiuto una certa età, adesso si sentano più accolti nella loro difficoltà di portare avanti una diocesi e più possibilisti al ritiro. Nella mia diocesi ci sono almeno due persone che potrebbero fare il vescovo; sono preparati e hanno 47-48 anni, un’età giusta. Con il compimento del 75° anno di età rimetterò il mio mandato nelle mani del Papa, con più serenità, disponibile a lasciare, ma anche a restare un altro paio d’anni per preparare la successione».

«Lunedì scorso – dicono don Maurizio e don Leopoldo – in Cameroun era festa nazionale. Al rientro dalle celebrazioni civiche, qualche amico dall’Italia ci ha mes- saggiato la notizia delle dimissioni di Benedetto XVI, così abbiamo acceso la televisione. La nostra prima reazione è stata di stupore, incredulità (come tutti, del resto). Poi siamo usciti a dare l’annuncio ai cristiani ancora coinvolti nella festa nazionale. Ho chiesto un attimo di silenzio e ho spiegato a tutti cosa stava succedendo. Chi non è cristiano, ha mostrato una profonda e sincera partecipazione alla costernazione che trapelava dai commenti dei cattolici. Perché? Può un Papa dimettersi? È malato? Lo hanno obbligato? Il fatto è che in Africa un capo muore capo. Non è immaginabile che un capo si dimetta, perché il suo ruolo è un tutt’uno con la sua persona. Così nessuno poteva capire (e accettare come vera) la notizia delle dimissioni libere. Poco alla volta stiamo cercando di spiegare».

© 2013 – Romina Gobbo

Pubblicato su La Voce dei Berici – 24 febbraio 2013

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: