Scuola di missione, i giovani a lezione di carità evangelica

Missiologia“, quinta edizione. 170 “studenti” hanno già completato il biennio; alcuni di loro sono pronti a entrare nei gruppi missionari parrocchiali per dare man forte; altri ad impegnarsi nella società civile. Prepara il ricambio generazionale la “Scuola di animazione missionaria” (lezioni di sabato, dalle 15 alle 19), che ha sede nel Seminario minore di Rubano nel Padovano, fondata e organizzata, di anno in anno, dalle diocesi di Vicenza e Padova. Insieme per un’esperienza unica nel Triveneto e probabilmente anche a livello italiano. «Il rapporto Vicenza-Padova è nato fin dall’inizio perché la scuola esprimeva il bisogno comune di aggregazione, di solidarietà di scambio – racconta il direttore Agostino Rigon -. Le due diocesi limitrofe si sono fatte portatrici della necessità delle loro comunità cristiane di avere gli strumenti per affrontare i cambiamenti di questo tempo».

Il prossimo appuntamento è oggi e domani con la missionaria laica Emma Gremmo, che racconterà “La nuova missione”. Per l’occasione, trasferta alla Madonna del Covolo, a Crespano del Grappa nel Vicentino, dalle suore Serve dell’Addolorata. Tra i relatori Antonella Potente, suora domenicana e teologa morale; Michele Dotti, educatore e formatore sui temi della mondialità, dell’intercultura e della pace; Rino Benzoni, superiore generale dei Saveriani, con esperienza ventennale nel mondo della missione; suor Rita Giaretta, orsolina che combatte contro la tratta; don Amedeo Cristino, direttore Fondazione Cum (Centro unitario per la cooperazione missionaria) di Verona.

«Ci sono molti giovani che si avvicinano con grande entusiasmo al mondo missionario – spiega don Arrigo Grendele, direttore dell’Ufficio missionario della diocesi di Vicenza -. Magari fanno piccole esperienze all’estero, ma necessitano di una cornice su cui “attaccare emozioni e suggestioni”. I gruppi missionari, d’altra parte, sono gestiti da persone anziane, che si occupano per lo più di assolvere a funzioni materiali, come lo scambio di corrispondenza con i missionari o l’invio di aiuti. Ma non possiamo ridurre la missione alla sola gamba della solidarietà. E la buona volontà non è più sufficiente. Serve una nuova generazione di animatori missionari preparati, non orientata alle partenze, ma che si faccia portatrice di un nuovo modo di fare apertura missionaria nelle nostre città».

Ma cosa significa missione in termini ecclesiali? Qual è l’orizzonte della missione? Cosa significa incontro con le religioni, con le altre culture? Sono le domande alle quali la scuola cerca di dare risposte, avendo come utenza annuale una quarantina di frequentatori, tra i 25 e i 40 anni, senza precludere la possibilità a persone più adulte desiderose di formarsi; le donne sono in numero maggiore «forse perché hanno uno sguardo più lungo», dice Rigon. La Scuola stessa ha lo sguardo lungo, tanto da impreziosire le lezioni con eventi significativi, aperti alla cittadinanza. A questo proposito, domenica 17 marzo, dalle 9 alle 13, all’Opsa (Opera provvidenza) di Sarmeola nel Padovano, si terrà il convegno “Nonsoloparole. Cambiare il mondo dal basso”; vedrà la partecipazione di Adolfo Pérez Esquivel, pacifista argentino, vincitore del Nobel per la pace nel 1980, per le denunce contro gli abusi della dittatura argentina negli anni Settanta.

© 2013 Romina Gobbo
pubblicato su Avvenire – 25 febbraio 2013 – pag. 17

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