Vicenza. Parolin: la Vergine ci indica la via del servizio

“Buona strada!”. Con questo augurio e con il regalo di un paio di racchette da montagna da parte di Francesco, un giovane in rappresentanza della comunità parrocchiale di Schiavon, città natale del cardinale Pietro Parolin, si è conclusa ieri la sua prima celebrazione ufficiale a Vicenza, da Segretario di Stato Vaticano. La messa delle 11 ha visto il santuario di Monte Berico stracolmo di pellegrini, alcuni giunti per invocare la Madonna già alle 4 del mattino. E don Piero – come ancora ama farsi chiamare – ha inteso sottolineare come essere Segretario di Stato sia per lui un servizio alla Chiesa. A questo proposito ha richiamato le parole di Maria: ‘Eccomi, sono la serva del Signore’. Parole con le quali ha detto di essersi sentito particolarmente in sintonia al momento del “sì” a papa Francesco. In quella frase di Maria “c’è tutta la sua consapevolezza di essere totalmente orientata a Dio, un rapporto all’interno del quale ha vissuto tutta la sua vita”. Per questo, si è detto particolarmente felice di presiedere la celebrazione dell’8 settembre, in onore della Madonna di Monte Berico, patrona della città di Vicenza; data che apre anche il nuovo anno pastorale della Diocesi. “Con la nascita di Maria – ha detto Parolin – alle tenebre della paura si sostituisce la luce dell’aurora”, e ha ringraziato il vescovo di Vicenza, mons. Beniamino Pizziol, per l’invito. Tra i presenti, anche i vescovi di Chioggia, mons. Adriano Tessarollo, e di Curaçao nei Caraibi, mons. Luigi Secco.

“Sotto il manto di Maria di Monte Berico avviene oggi un incontro di fratelli – ha sottolineato il presule all’omelia -. La mia vita è stata costellata dalla grande sorpresa della chiamata a servizio della Chiesa universale, prima come nunzio e poi ancora di più come Segretario di Stato. Ma rimango un fratello tra fratelli, soprattutto qui, in questa terra benedetta, dove tante persone continuano a sostenermi. Questo incontro di fratelli attorno alla Madre ci conduce a Gesù”, perché “Maria viene alla luce per essere la Madre di Dio”.

Poi Parolin ha citato san Giovanni XXIII, quando disse: ‘tra i cardinali ci furono birboni e santi, voglio essere tra questi ultimi’. “Io pure – ha affermato – voglio essere tra questi, con il coraggio di confessare l’unica gloria a Cristo crocifisso, perché soltanto così la Chiesa andrà avanti”. Infine, il presule vicentino ha chiesto all’assemblea una preghiera alla ‘Madre del vangelo vivente’, “per me, per i fratelli cristiani che soffrono nel mondo, per gli altri appartenenti a minoranze religiose e per le suore uccise in Burundi”.

 

2014 Romina Gobbo

pubblicato su Avvenire – martedì 9 settembre 2014

 

 

 

 

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