Viaggio nel cuore della spiritualità portoghese

È un po’ globetrotter nella vita e negli scritti, don Francesco Strazzari, parroco, in diocesi a Vicenza, dell’Unità pastorale Sovizzo-Montemezzo-Valdimolino e inviato speciale della rivista Il Regno.

Nei suoi libri, infatti, ha spaziato dalle chiese dell’Est comunista ai popoli del Mekong, dai cristiani nella terra dei due fiumi: Iraq-Iran, fino all’Argentina, per trovare le radici di Bergoglio, passando per i Paesi del Golfo.

Non poteva perciò mancare il viaggio nel cuore spirituale del Portogallo, per approfondire Il fenomeno Fatima (per i tipi delle Edizioni Dehoniane Bologna), con prefazione di Virgílio do Nascimento Antunes, vescovo di Coimbra. Il nuovo libro sarà presentato sabato 22 novembre, alle 20.30, nella chiesa di Sovizzo Colle (via S. Maria Annunziata 10).

È una storia bella come una fa- vola, quella dei tre pastorelli a cui appaiono prima l’Angelo e poi la Madonna, la bianca Signora “che viene dal cielo”. Una storia di stupore infantile davanti a qualcosa di incomprensibile. Dalla primavera del 1916 al 13 ottobre 1917 si contano tre apparizione dell’Angelo e sei della Madonna. “Un’esperienza simile alla trasfigurazione di Gesù sul monte Tabor”, scrive Strazzari. In un solo anno si spende la vita di Francesco (1908-1919) e Giacinta (1910- 1920), tra recite del rosario, preghiere e sacrifici. Vivono poco, come se con quelle preghiere il loro compito fosse concluso; anime pure per redimere i mali di un mondo sull’orlo del baratro delle due guerre mondiali. «Mi piace tanto Dio», diceva il piccolo Francesco. Beatificati nel 2000 da papa Woytila, essi sono l’immagine della santità a noi vicina, quella a cui tutti siamo chiamati. Attraversa tutto il secolo breve, invece, Lucia (1907-2005), ordinata suora nel 1949 (ebbe altre due apparizioni, nel 1925 e nel ‘29).

“In una lettura teologica dei segni dei tempi, le due guerre rappresentano un concentrato del male, un simbolo reale della globalizzazione del peccato – scrive ancora Strazzari -. Davanti alla situazione di un’umanità ferita, il messaggio di Fatima è portavoce del grido delle vittime, ed è un invito a interrogarsi sul rapporto uomo-Dio (…). È l’appello ad aprirci ad un’altra dimensione della storia, alimentata da un’altra presenza, sostenuta da un’altra forza, condotta da un’altra luce, orientata da un’altra meta”.

E oggi di tutto questo che cosa resta? Il fascino del santuario di Fatima, luogo di spiritualità e pace, che si appresta a compiere cento anni, nel 1917. “La principale sua missione è accogliere i pellegrini; nella prospettiva cristiana, l’accoglienza ha una motivazione teologica: lo stesso atteggiamento di Dio per noi. E un’accoglienza autentica è già una forma di evangelizzazione”, dice all’autore p. Carlos Manuel Pedrosa Cabecinhas, rettore del santuario.

© 2014 Romina Gobbo

pubblicato su La Voce dei Berici – domenica 23 novembre 2014

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