Santuario di Chiampo – L’altra grotta di Lourdes

«Questa grotta diventerà un luogo di preghiera e qui verrà tanta gente…». Parole profetiche quelle del beato fra Claudio, al secolo Riccardo Granzotto, che quella grotta, riproduzione non identica, ma «molto, molto simile», dice fra Damiano Baschirotto, «a quella di Lourdes», la costruì a Chiampo nel 1935. Ma forse neppure lui avrebbe pensato che «tanta gente» avrebbe significato un milione di pellegrini l’anno, provenienti per lo più dal Veneto ma, più in generale, da tutta Italia, e qualcuno anche dall’estero. Persone devote alla Madonna, attirate da un luogo che immortala il momento più significativo delle apparizioni a Bernadette Soubirous, ovvero quando colei che fino a quel momento era stata la «Signora», si rivela: «Io sono l’Immacolata Concezione». Era il 25 marzo 1858, festa dell’Annunciazione.

Quella scena fra Claudio la rivive una notte. Quando probabilmente qualcuno cominciava a pensare che, dopo aver costruito la grotta, l’artista avesse perso l’ispirazione, ecco vede in sogno la Vergine Maria, mani giunte e occhi rivolti al cielo. Completa così l’imponente opera scolpendo la statua della Madonna, in niveo marmo di Carrara, alta 1,78 metri. Sudore, sacrificio e preghiera: ogni masso, ogni tortuosità, ogni venatura scolpite con pazienza e precisione per rispecchiare l’originale.

Benvenuti al santuario Grotta di Lourdes del beato Claudio, nella Valchiampo, vallata vicentina famosa per le concerie e il marmo. Proprio qui, protetto dalle siepi, si trova un angolo di paradiso, custodito dal 1867 dai Frati minori. Allora c’erano la pieve, che dall’anno 1000 focalizzava la devozione popolare, una piccola canonica e il cimitero. Poi è sorto il convento e, nel 1920, il seminario. «Erano anni di vocazioni numerose; quando sono entrato io in seminario, nel 1957, eravamo 152 ragazzi», dice fra Damiano, che oggi riveste il ruolo di direttore della scuola media paritaria “Angelico Melotto”, che è parte del complesso.

Quando una signora romana inviò 100 lire per realizzare una grotta simile a quella francese, i frati incaricarono il giovane scultore Riccardo Granzotto, desideroso di indossare il saio. L’opera richiese poco più di un anno; all’inaugurazione, il 29 settembre 1935, le cronache dell’epoca registrano 8mila presenze. Riccardo diventa fra Claudio e chiede di andare alla questua. A chi pensa che meriti di meglio, risponde: «Guardate che è facile scolpire il marmo, molto più difficile scolpire la propria vita». Realizza altre piccole grotte ma, mentre sta costruendo quella di Brognoligo (Verona), ha un malore. Gli diagnosticano un tumore al cervello. A luglio dice: «Per l’Assunta me ne vado». Muore a 47 anni, il 15 agosto 1947; oggi riposa ai piedi della sua grotta. Il 20 novembre 1994 è proclamato beato da papa san Giovanni Paolo II. Da quel momento il santuario, già meta di pellegrinaggi dagli anni ’70-’80, “esplode”. D’estate il problema non si pone, davanti alla Madonna possono sostare fino a 1.200 persone, ma d’inverno lo spazio non c’è, la pieve è piccola; nel 2000 partono i lavori per una grande chiesa a forma di conchiglia, non del tutto terminata, ma caratterizzata da un meraviglioso mosaico che impreziosisce il presbiterio, realizzato da padre Marko Rupnik.

Al servizio dei pellegrini ci sono i 17 frati che costituiscono la comunità, «con un arco di età da 25 a 93 anni», sorride il guardiano, fra Giuseppe Bonato; «i più anziani si occupano delle confessioni. Ad aiutarci nell’accoglienza sono quattro suore Francescane alcantarine».

Ed ecco allora che nel complesso di Chiampo il pellegrino può pregare, meditare, confessarsi, partecipare alla Messa per “rifocillare” lo spirito, ma anche rasserenare la mente, passeggiando all’ombra di un olivo e visitando il museo paleontologico e la gipsoteca dove sono conservate quasi tutte le opere del beato Claudio. «Il pellegrino viene salutato alla pieve, da dove tutto è cominciato – spiega fra Damiano -, poi si reca alla Via Crucis. Nelle 15 stazioni, si trovano statue in bronzo. Tutto è stato pensato per favorire il silenzio e la preghiera personale. Perché la Via Crucis non è solo memoria degli avvenimenti di Cristo, ma in quegli avvenimenti c’è la memoria della nostra vita».

 

Il santuario Grotta di Lourdes dei Frati minori francescani si trova in via Pieve 170 a Chiampo, cittadina a una ventina di chilometri da Vicenza. Il grande parcheggio facilita l’accoglienza. C’è spazio attrezzato per il ristoro, sia all’esterno che all’interno. Il santuario è visitato da circa un milione di pellegrini l’anno, con punte maggiori nei mesi maggio-giugno e settembre-ottobre. La pieve è dedicata alla Madonna Assunta, quindi la festa più importante dell’anno è il 15 agosto; lo scorso anno, arrivarono 6mila persone. Nel 2008, 150° anniversario delle apparizioni di Lourdes, ci furono 1.250 pellegrini.

 

© 2015   Romina Gobbo

pubblicato su Credere – 7 giugno 2015 – anno III – n. 23

 

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