Vicenza. Intesa internazionale per il patrimonio religioso

«Vogliamo lavorare per la riscoperta del patrimonio islamico europeo. Attraverso attività culturali, come mostre e concerti, ma anche proporre programmi educativi nelle scuole, mettendo in evidenza i valori del dialogo interculturale come parte essenziale e storica della civiltà islamica nel suo rapporto con il mondo occidentale». Questo è in sintesi il progetto presentato da Yahya Zanolo, presidente della Coreis (Comunità religiosa islamica) vicentina, nell’ambito dell’iniziativa internazionale “InContro Tendenza” – (Fostering Cultural Seeds)”, ideata e organizzata dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Santa Maria di Monte Berico“ (Issr), a Vicenza.

Nei pressi del celebre Santuario mariano, ciascuno degli ospiti, provenienti da sette Paesi del mondo (Francia, Inghilterra, Belgio, Ungheria, Macedonia, Albania e Colombia), con ruoli importanti nel mondo della cultura – dalla colombiana Fundaciòn Conciencia al Centro veneziano di studi ebraici internazionali, dall’associazione belga Toekomst kerkebouwen, che si occupa di tutela del patrimonio religioso, alla Euro-Balkan University di Skopye… – ha presentato una propria idea, di respiro internazionale, ma anche interreligioso e interculturale, su cui individuare linee d’azione condivise.

«La particolarità – spiega Luca Baraldi, coordinatore scientifico Issr – è che sono intervenuti rappresentanti dell’ebraismo, dell’Islam e del mondo ortodosso. Il tema del patrimonio e del turismo religioso, pertanto, si pone come punto di incontro tra il mondo dell’ex blocco sovietico, il mondo mediterraneo e quello occidentale. Ovvero le religioni delle macro-aree mondiali». Così, tra una mattinata più operativa, a porte chiuse, ed un pomeriggio più divulgativo, è nato il nuovo network per la cooperazione internazionale, capitanato dall’Issr vicentino, e con partner anche gli enti istituzionali veneti, tra cui il Comune di Vicenza. Per renderlo ufficiale, è stata firmata una dichiarazione di intenti, preludio ad una convenzione, che sancirà i termini della collaborazione fra i vari soggetti. «Il patrimonio religioso – spiega il “padrone di casa”, padre Gino Alberto Faccioli, direttore dell’Issr – racconta le origini, alla luce di tutte le religioni. Perciò va protetto, salvaguardato, anche perché ci è stato donato, dagli artisti, che ne sono gli artefici, ma anche dai mecenati, che ne hanno finanziato i lavori. Non dev’essere un patrimonio di pochi, tutti debbono poterne usufruire, per meglio comprendere le proprie radici. Anche per quanto attiene al turismo religioso, bisogna mettere l’uomo al centro, per uno sviluppo che vada oltre la crescita materiale. In tutte le confessioni, l’uomo interagisce con l’eterno. Questo è l’elemento che più di tutti ci accomuna, e questa è la direzione verso la quale andare, per realizzare progetti a favore dell’uomo, della sua libertà, della sua dignità».

«Ecco allora – conclude Baraldi – che il patrimonio e il turismo religioso diventano strumenti per attivare un processo di elevazione della dimensione umana».

© 2015   Romina Gobbo

pubblicato su Avvenire – 24 giugno 2015

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