Siria: rapito padre Azziz, il martirio continua

Padre Dhiya Azziz (foto Terrasanta.net)

Padre Dhiya Azziz (foto Terrasanta.net)

Padre Dhiya Azziz, francescano iracheno della Custodia di Terra Santa sarebbe stato rapito in Siria. Dal 4 luglio, infatti, si sono persi i contatti. La Custodia ha affidato la notizia a un comunicato pubblicato sul proprio sito. Padre Azziz è parroco a Yacoubieh, nella provincia di Idlib, distretto di Jisr al Chougour. Secondo la ricostruzione, “alcuni militanti di una brigata non identificata, ma forse riconducibile a Jabhat al Nusra  – si legge nel comunicato – “l’hanno prelevato per un breve colloquio con l’Emiro locale. Da allora se ne sono perse le tracce e non siamo in grado di capire dove si trova. Stiamo facendo il possibile per individuare il luogo della detenzione e ottenere la sua liberazione”.

Padre Dhiya è nato il 10 gennaio 1974 in Iraq, proprio a Mosul, l’antica Ninive, nelle mani dell’Isis dal 9 giugno 2014. Dopo il noviziato ad Ain Karem, quartiere di  Gerusalemme, il 1° aprile 2002, aveva emesso la prima professione dei voti religiosi. Nel 2003 si è trasferito in Egitto, dove è rimasto per diversi anni; nel 2010, la Custodia lo inviò ad operare  ad Amman, in Giordania. Successivamenteè stato trasferito in Siria, a Lattakia. Si era, poi, reso disponibile ad assistere la comunità di Yacoubieh, nella regione dell’Oronte, particolarmente pericolosa in quanto si trova  sotto il controllo di al-Nusra.

Appena due mesi fa, il 22 maggio, a Qaryatayn (un centinaio di chilometri da Palmira e una cinquantina da Homs), il priore del monastero di Mar Elian, nonché parroco della locale parrocchia siro-cattolica, il gesuita padre Jacques Murad, veniva prelevato da quattro uomini in moto, che avevano circondato la sua auto. Da allora di lui non si sa più nulla. Il monastero di Mar Elian è una filiazione del monastero di Deir Mar Musa al Habashi, un’ottantina di chilometri da Damasco. La comunità di Deir Mar Musa viene così nuovamente colpita, dopo la scomparsa del fondatore, il gesuita padre Paolo Dall’Oglio, che manca all’appello da quasi due anni, ovvero dal 29 luglio 2013, quando è stato visto per l’ultima volta a Raqqa, roccaforte dei jihadisti di al Nusra, nel nord della Siria.

Ancora nelle mani dei rapitori dal 9 febbraio 2013 sono i sacerdoti Michel Kayyal (armeno cattolico) e Maher Mahfouz (greco ortodosso), rapiti sulla strada che da Aleppo porta a Damasco; e, dal 22 aprile 2013, i due vescovi metropoliti di Aleppo, Mar Gregorios Yohanna Ibrahim (siro ortodosso) e Bulos al-Yazigi (greco ortodosso), prelevati nell’area compresa tra la metropoli siriana e il confine con la Turchia, mentre rientravano dopo una missione umanitaria.

Ma la Chiesa siriana ha già avuto anche i suoi martiri: padre Francois Mourad, assassinato a Ghassanieh il 23 giugno 2013, padre Frans Van Der Lugt, ammazzato a Homs il 7 aprile 2014, e non va dimenticata suor Rima Nasri, delle suore Maestre di Santa Dorotea Figlie dei Sacri Cuori,scomparsa nei pressi dell’università di Aleppo, quando, il 15 gennaio 2013, l’edificio fu sventrato da due sanguinose esplosioni, in cui persero la vita 87 persone. Non essendo stato trovato nulla di lei, per il governo siriano, suor Risma rimane una “scomparsa di guerra”.

Quello che rende ancora più tragici questi avvenimenti, è che coinvolgono uomini e donne operatori di pace. Deir Mar Musa è diventato il simbolo del dialogo interreligioso per eccellenza, poiché era stato rifondato negli anni Ottanta da padre Dall’Oglio, proprio con l’intento di farne un crocevia di incontri amichevoli fra cristiani e musulmani. Mar Ibrahim, a partire dalla storica Preghiera internazionale per la pace di Assisi del 1986, voluta da Giovanni Paolo II, ha partecipato a tutti gli incontri internazionali per la pace organizzati dalla Comunità di Sant’Egidio. Suor Rima era impegnata nella missione cristiana fra i giovani dell’università e in opere di carità. Nonostante la paura, il freddo e il pericolo, lei e una consorella – le uniche rimaste ad Aleppo – visitavano ogni giorno le famiglie, cristiane e musulmane, offrendo ospitalità e aiuto spirituale agli sfollati.

 

© 2015   Romina Gobbo

pubblicato su famigliacristiana.it – 06 luglio 2015

http://www.famigliacristiana.it/articolo/siria-rapito-padre-azziz-il-martirio-continua.aspx

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