Una casa che ‘ascolta’ le sofferenze dei piccoli

C’è il bambino che mangia solo patatine confezionate, quello che sfascia tutto, quello che non sa stare seduto e quello che sale in cattedra e impedisce alla maestra di svolgere la lezione. Bambini che sono ‘bombe’ pronte ad esplodere, e genitori in difficoltà. “Il mondo è malato, perché sono malati i bambini”, dice suor Renata Giandesin, coordinatrice generale del presidio riabilitativo ‘Villa Maria’ di Vigardolo (Vicenza), un centro per disabilità grave e gravissima, realizzato e gestito dalla Congregazione delle Suore Maestre di Santa Dorotea Figlie dei Sacri Cuori. “Quando il centro è nato nel 1972 – dice -, c’erano tanti bambini epilettici o con altre patologie organiche, ma oggi queste anomalie si riescono già a cogliere in gravidanza e di conseguenza i bambini vengono eliminati con l’aborto. Ma le psicosi – l’autismo, il ritardo mentale – non le vedi in gravidanza, perciò i bambini nascono. Ed essendo oggi sottoposti fin da piccolissimi a mille stimolazioni, quelli affetti da vulnerabilità psichica, facilmente si scompensano. Lo vedi già a 18 mesi. La nota positiva è che si può intervenire prima che si strutturi un ‘Io disturbato’ e questo favorisce il recupero”.

Di questo ed altro si parlerà domani al convegno ‘I disturbi esternalizzanti del comportamento nella prima infanzia: dal riconoscimento all’intervento in fase precoce”, organizzato in collaborazione con la Regione Veneto, che si svolgerà a Vicenza nella ‘Sala dei Fondatori’ del Centro Congressi Confartigianato (via Enrico Fermi 201), a partire dalle 8.30.
Chiediamo a suor Giandesin qual è il momento più delicato della sua attività. “Quando devo parlare ai genitori – risponde la religiosa – perché la loro sofferenza è grande. Per loro è difficilissimo accettare una diagnosi di psicosi, vanno aiutati. Bisogna cambiare anche la mentalità generale e far capire che, come il fisico, anche la psiche può ammalarsi”.
‘Villa Maria’ è una struttura sanitaria accreditata dalla Regione Veneto, perciò tutti i servizi erogati sono gratuiti in quanto provvede il servizio sanitario regionale. Il Centro accoglie per la riabilitazione 12 minori in residenzialità, dal lunedì al venerdì; altri 15 frequentano il centro diurno; gli altri sono tutti ambulatoriali, per un totale di 214. Mediamente ogni anno si attuano 150 prime visite diagnostiche e 80 visite di controllo. Ogni giorno accedono per la riabilitazione mediamente 100 bambini. Ogni anno vengono dimessi circa 50 bambini e altrettanti iniziano il cammino riabilitativo. Negli ultimi 10 anni hanno attuato percorsi riabilitativi circa 800 bambini.
E quali sono i sentimenti di chi da 22 anni si trova a contatto con la sofferenza dei più piccoli? ‘Continuo a lavorare con tanta passione – dice suor Giandesin -; io qua dentro sono ‘papà’, anche perché c’è solo un educatore maschio, con tutte donne. Ma sono anche ‘nonna’. Il primo feeling i bambini ce l’hanno con me, perché li accolgo alla prima visita. Il rapporto con loro è bello, molto caldo; ti arricchiscono affettivamente. Capiscono a livello epidermico se tu vuoi loro bene. Ama un bambino e sarai gratificato al 100 per cento, indipendentemente dalla fatica”.

© 2015 Romina Gobbo

pubblicato su Avvenire Catholica – 20 novembre 2015 – pg. 25

 

 

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