
«Ballare è una poesia, e ogni movimento è una sua parola». Sta tutto in questa frase il segreto del successo di Michael Malitowski. Per approfondirne la conoscenza, la cosa migliore è guardarlo ballare con la moglie Joanna Leunis: un’esperienza fantastica. È stato un grande privilegio per me intervistarlo, in occasione di Art Dance Sport, il training di danza sportiva, organizzato a Montecatini Terme (Pistoia), il 31 ottobre e 1 novembre 2015, dal maestro Alberto Pregnolato.
Michael è un uomo ricco di fascino. Nell’intervista per il nostro sito http://www.dancesportinternational.org, ero molto, molto emozionata. D’altra parte, stiamo parlando di un campionissimo che, con la moglie (con la quale balla dal 2002) ha vinto tutti i titoli migliori nelle danze latine professionali, esibendosi nelle location più prestigiose: Royal Albert Hall (Londra, Regno Unito), Kodak Theatre (Los Angeles, California), Winter Gardens (Blackpool, contea del Lancashire, Regno Unito), Kremlin (Mosca, Federazione Russa), e molte altre.
Mr. Michael, per lei il modo migliore di esprimersi è il movimento. Quant’è importante l’armonia tra corpo e mente?
«Dietro a ogni movimento c’è un’intenzione, perciò l’armonia tra corpo e mente è fondamentale. Non posso ballare e pensare ad altro. Solo armonizzando pensiero e movimento, posso trasmettere al pubblico un messaggio completo e coerente».
I giovani recepiscono questo messaggio?
«Direi che a volte capiscono più i giovani degli adulti».
So che i suoi genitori hanno avuto un ruolo importante nella sua carriera.
«Sì, i miei genitori mi sono stati di grande aiuto, economicamente, ma soprattutto emotivamente. A loro non importava che vincessi o meno, erano sempre dalla mia parte, comunque».
Quali sono le caratteristiche che deve avere un ballerino perfetto?
«Non esiste un ballerino perfetto. In un ballerino la cosa più bella da vedere è il suo stile personale. Conta la personalità».
E Michael di personalità ne ha da vendere. Lui e la moglie Joanna hanno creato uno stile proprio, che unisce il rispetto per la miglior tradizione, all’innovazione. Le loro performance sono un mix esplosivo di luci e suoni, che ha conquistato il pubblico di tutto il mondo. Le parole d’ordine sono: rigore professionale, tecnica, coreografia, e tanto, tanto divertimento.

Mr. Michael, se la partner nel ballo è anche compagna di vita – come avviene nel suo caso – fa la differenza?
«No. Il fatto che Joanna sia mia moglie non conta ai fini della performance. Ciò che si deve esprimere sul palco non sono i sentimenti personali, ma quelli “professionali”. Se nella vita privata sono arrabbiato o innamorato, non è quello che devo mostrare, ma ciò che serve affinché la performance sia perfetta».
Talento naturale e studio: che cosa conta di più?
«Entrambi. Talento e studio sono importanti, ma il talento è necessario. Molta gente ha talento, ma non lo sa usare».
A Michael il talento viene da lontano, visto che ha iniziato a ballare ad otto anni, poi lo studio lo ha reso l’artista raffinato che è oggi.
Un incoraggiamento per tutti i giovani che vogliono avvicinarsi alla danza?
«Io vengo da un paesino della Polonia e ce l’ho fatta, quindi può farcela chiunque. La perfezione non esiste, si tratta di conoscere sé stessi ed esprimere ciò che ci rende unici». Parola di Michael Malitowski.
© 2015 Romina Gobbo
pubblicato su Dance Sport International magazine – dicembre 2015




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