Peppino contro la mafia

Il 5 gennaio 1948 nacque Giuseppe (Peppino) Impastato, giornalista e militante antimafia; egli stesso di famiglia mafiosa. Le sue denunce contro cosa nostra ne determinarono la condanna a morte; fu assassinato nella notte tra l’8 e il 9 maggio 1978 a Cinisi, in provincia di Palermo. Per distruggerne l’immagine, gli assassini allestirono una scena per far pensare ad un suicidio. Nell’immediato, ebbero successo. L’uccisione passò quasi inosservata perché proprio in quei giorni veniva trovato il corpo senza vita del presidente della DC, Aldo Moro. L’inchiesta sulla morte di Impastato venne riaperta anni dopo, grazie alla tenacia del fratello Giovanni e della madre Felicia Bartolotta. Nel maggio 1984, il Tribunale di Palermo emise una sentenza in cui veniva riconosciuta la matrice mafiosa del delitto, attribuito, però, ad ignoti. Il 5 maggio 2001, venne condannato Salvatore Palazzolo (trent’anni) e l’11 aprile 2002 Gaetano Badalamenti (ergastolo).

© 2016 Romina Gobbo – 5 gennaio

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