La “Papa Giovanni” per le vie di Roma, contro la tratta

prostituzione-minorile-2-ok_1691574«Spesso chi parla di donne prostitute, tende a riferirsi alle escort. Ma le escort hanno fatto una scelta, discutibile forse, ma comunque una scelta. Noi combattiamo la tratta degli esseri umani. Il dramma vero sono le donne schiavizzate, quelle che si prostituiscono agli angoli delle strade, vicino ai cassonetti, costrette tutte le notti dentro un quadrato di asfalto perché il racket si paga anche i pezzi di marciapiede», spiega don Aldo Buonaiuto, sacerdote della Comunità Papa Giovanni XIII, coordinatore della “Via Crucis di solidarietà e preghiera per le giovani donne vittime di tratta, prostituzione coatta e violenza”, che si svolgerà, venerdì 26 febbraio, per le vie di Roma.

Organizzata dalla Comunità fondata da don Benzi, in collaborazione con la Pastorale vocazionale della Diocesi di Roma, la manifestazione partirà dalla chiesa di Santo Spirito in Sassia, alle 19.30. Sette le “stazioni” previste, da Borgo Santo Spirito alla Chiesa Nuova, passando per Ponte Sant’Angelo, con altrettanti momenti di preghiera, meditazioni, testimonianze delle vittime salvate dalla tratta, e una rievocazione storica – intitolata “Via Crucis vivente per le donne crocifisse” – che metterà a confronto il calvario di Cristo con quello delle donne costrette alla prostituzione.

Vi parteciperanno artisti come Giusy Buscemi, Simone Bobini, Cristina Odasso, Claudio Morici, Matteo Pelle, la soprano Sarah Biacchi, il maestro di violino Marco Santini, e tanti altri; corpo di ballo della Holydance di suor Anna Nobili e della Star Rose Academy di Claudia Koll. Musica e canto a cura dei cori della Pastorale vocazionale della Diocesi di Roma e degli studenti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.

«In questo periodo in cui la Chiesa vive la Quaresima, nell’Anno straordinario della misericordia voluto da papa Francesco, vogliamo scendere in strada con le donne e le ragazzine che ogni giorno subiscono la violenza di sfruttatori e clienti, per elevare con loro un grido rivolto a Dio, ma anche alle coscienze di tutti e, in particolare, di chi ha incarichi istituzionali, perché questo mercato di esseri umani venga fermato», dichiara Giovanni Paolo Ramonda, responsabile generale della Comunità Papa Giovanni XXIII.L’Associazione in oltre trent’anni di attività, ha liberato più di 7.000 donne dalla prostituzione; attualmente ne accoglie 200 nelle proprie strutture, e ha costituito 21 Unità di strada, che escono ogni settimana in tutta Italia per offrire una via d’uscita a chi vende il proprio corpo.

In Italia si stima che siano tra 75mila e 120mila le vittime della prostituzione, di cui il 37% è minorenne, tra i 13 e i 17 anni. Provengono da Nigeria (36%), Romania (22%), Albania (10,5%), Bulgaria (9%), Moldavia (/%), le restanti da Ucraina, Cina e altri Paesi dell’est.

«Per oltre un anno non ho visto la luce del sole, dopo sono stata rivenduta e sono finita sulla strada. Ogni giorno ho subito percosse, torture e minacce. Se non portavo i soldi che mi chiedevano, c’erano altre violenze. Ma di noi perché nessuno si interessa?». Il grido di questa donna è il grido di tutte le donne schiave, a cui la Via Crucis di venerdì vuole dare voce.

«Andiamo a chiedere la liberazione di donne, anche giovanissime, che affrontano un vero e proprio calvario simile a quello di Cristo», dice don Buonaiuto. «Queste ragazze sono oltraggiate, tradite, violentate, torturate; portano una croce a volte insopportabile. Per noi cristiani la Via Crucis è una strada di speranza, ci porta a credere nel cambiamento, nella possibilità di una nuova vita. Via Crucis di solidarietà e di preghiera, perché vogliamo pensare alle donne che stanno già rinascendo, ma anche a quelle ancora schiavizzate, affinché quest’anno giubilare sia davvero l’anno della liberazione degli schiavi. Vogliamo che questo nostro gesto unisca tutte le persone, che credono nei valori della dignità, della difesa della persona, nel diritto di ogni persona a essere libera. Siamo molto felici che papa Francesco, che continuamente fa appello alle Istituzioni internazionali perché agiscano contro la tratta, nell’ultimo Angelus abbia sostenuto la nostra iniziativa».

– Don Aldo, di che cosa parliamo esattamente quando parliamo di tratta?

«Siamo nello squallore peggiore. La tratta di esseri umani esiste perché c’è una domanda spaventosa. È l’aumento della domanda, che fa aumentare l’offerta. Il pensiero corrente è che si possa comprare tutto e subito, addirittura le relazioni. E la mentalità maschilista, in cui siamo immersi, va addirittura oltre, fino a pensare che si possa comprare il corpo umano, anche di una ragazzina, per motivi sessuali. Come se esistesse un diritto ad avere donne sulla strada. Ecco la miseria, l’impoverimento, che stiamo lasciando alle nuove generazioni. Non possiamo tacere. Dobbiamo renderci insopportabile questa ingiustizia».

– Perché accade?

«Perché ormai siamo in una dimensione sociale dove c’è una distorsione senza ritorno. L’uomo è in un delirio di onnipotenza e anche di egoismo, che lo acceca e lo rende disumano, lo vediamo dalla violenza di tutti i giorni. Anche il mondo della prostituzione è violenza verso l’altro e verso sé stessi. Non è naturale prostituirsi, come non è naturale far prostituire qualcuno. Oggi c’è un fenomeno nuovo, quello dei giovani che vanno per sfogare la loro rabbia, per deridere queste donne. Una volta, quando scendevamo in strada, i clienti si vergognavano, se ne andavano cercando di non farsi riconoscere, adesso suonano il clacson, urlandoci che facciamo loro perdere tempo, non hanno più il minimo pudore, nessun ritegno. Sono per lo più uomini dai 35 ai 50 anni, spesso in cerca di ragazzine che hanno l’età delle loro figlie».

– Abbiamo parlato di mariti, e le mogli? Non sanno mai nulla?

«Mi rattrista il fatto che ci siano tante donne che accettano, legittimano che un marito vada con una prostituta, piuttosto che abbia un’amante. È questo il degrado culturale odierno: queste donne non sono considerate persone, ma alla stregua di bambole, senza anima, pertanto non portatrici di dignità. C’è qualcosa di raccapricciante in questo modo di ragionare. Le donne che gridano contro l’utero in affitto, dovrebbero gridare altrettanto forte contro l’abuso delle ragazzine vendute sulle strade. Ci vuole coerenza e questa mercificazione va condannata».

L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Roma Capitale e dalla Regione Lazio, vede le adesioni di Unitalsi, Azione Cattolica Italiana, Rinnovamento nello Spirito Santo, Comunità Gesù Ama, Nuovi Orizzonti, Forum delle famiglie, Oratorium, Cisl. 

 

© 2016 Romina Gobbo

pubblicato su famigliacristiana.it – 26 febbraio 2016

http://www.famigliacristiana.it/articolo/la-papa-giovanni-per-le-vie-di-roma-contro-la-tratta-.aspx

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