«Chi cerca un senso alla propria vita, si apra a gesti di misericordia!»

La misericordia in diocesi a Vicenza comincia… agli inizi del 1600. Quando un autore ignoto, di scuola veneta, dipinse le sette opere corporali della misericordia; quel quadro è esposto in Cattedrale, e vi rimarrà per tutto l’anno giubilare. Dar da mangiare agli affamati, alloggiare il pellegrino, far visita a chi è malato…. sono azioni che, non solo danno sollievo al corpo, ma anche consolano il cuore. Lo scorso Natale, il vescovo Beniamino Pizziol ha invitato «quanti sono alla ricerca di dare un senso profondo alla propria vita» ad aprirsi a gesti di misericordia concreta. Innanzitutto, partecipando ai Sostegni di vicinanza, proposti dalla Caritas diocesana. Famiglie che scelgono di aiutarne altre in gravi difficoltà, attraverso l’erogazione di una quota mensile per un periodo stabilito, finché passa l’emergenza. Dal dicembre 2009, questo strumento ha permesso di aiutare 1.191 famiglie. Il secondo invito è alla realizzazione, in ognuno dei 22 vicariati della diocesi, di una struttura di accoglienza per una famiglia, o per piccole comunità di profughi; oltre la metà dei vicariati si è già attivata, per un centinaio circa di persone ospitate. L’esempio di Pizziol, che ha offerto un appartamento adiacente al palazzo vescovile, a quattro ragazzi di origine maliana, sarà presto seguito da una decina di famiglie, che si sono dette disponibili ad accogliere uno o due profughi in casa. Infine, abbracciando la campagna “Il diritto di rimanere nella propria terra” (lanciata da Fondazione Missio, Focsiv e Caritas Italiana, su invito della Cei), il Vescovo vicentino ha raccomandato la realizzazione di micro progetti – pozzi, dispensari, scuole, strade -, nei Paesi di provenienza di tanti immigrati. Se ne occupa l’Ufficio Diocesano per la Pastorale Missionaria. I due pozzi che a breve saranno costruiti in Benin – perché, dicono dall’Ufficio «l’acqua pulita è un diritto di tutti» – sono solo l’ultimo esempio di un lungo impegno nella realizzazione di progetti sostenibili, con il coinvolgimento delle comunità locali, soprattutto in Africa, Asia e Sudamerica.

 

© 2016 Romina Gobbo

pubblicato su Avvenire, inserto sulla Misericordia – 13 marzo 2016

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