A Concesio l’inclusione sociale inizia dal taglio e cucito

«La vera sorpresa è che su 16 donne, la maggior parte – una decina – sono italiane. Rimaste senza lavoro, hanno aderito alla nostra proposta, intitolata “Fai la differenza… vivila! – Donne e inclusione sociale a Concesio”, con l’obiettivo di riqualificarsi», diceMariangela Rossini, presidente Fondazione Cesar – Mons. Cesare Mazzolari onlus. La crisi evidentemente non fa discriminazioni.

Cartamodello, taglio, cucito, ma anche orli, asole e applicazione di bottoni. Parte da qui il riscatto delle donne di Concesio (Bs). E Atya, pakistana, che ha coronato il suo sogno diplomandosi alla Scuola superiore di abbigliamento e moda, lo sa bene. Così ha accettato di trasmettere le sue conoscenze a chi ha meno risorse.

Partirà a metà aprile (e si concluderà a giugno), nei locali dell’oratorio parrocchiale, il “Corso pratico di base in cucito e tecniche sartoriali”,
organizzato dalla Fondazione legata al vescovo della diocesi di Rumbek (dove rimase dal 1999 alla morte, avvenuta nel 2011), in collaborazione con il Centro servizi del Comune, la scuola di ricamo “Il Girotondo dei Fili”, il Gruppo missionario parrocchiale e l’Istituto Pro Familia.

Così il Cesar ha scelto di esportare in Italia il modello realizzato in Sud Sudan, di affidarsi alle donne per costruire un futuro migliore. «Mons. Mazzolari desiderava non lasciare indietro nessuno», continua Mariangela Rossini. «E le donne rappresentano l’anello debole di ogni società, anche la nostra. Ecco perché, mentre continuiamo la sua opera in Sud Sudan, abbiamo deciso di elaborare una proposta in Italia, a Concesio, Comune che il 20 maggio 2001 conferì a mons. Mazzolari il Premio della Bontà Paolo VI. C’è tanto bisogno anche qui. Abbiamo ascoltato le storie di tante donne disoccupate, alcune con 2, 3 figli. C’è chi, per far quadrare il bilancio familiare, ha imparato a lavorare a maglia, e si è rivolta a noi per una formazione più strutturata, che non avrebbe potuto permettersi altrimenti, perché un corso privato di cucito costa molto. Con il supporto dei vari partner del progetto, possiamo offrire gratuitamente questa opportunità e, grazie al patrocinio della Regione Lombardia, le frequentanti riceveranno un attestato spendibile nel mondo del lavoro».

«Sono donne dai 20 ai 40 anni, che hanno già grandi capacità manuali», spiega Rosetta Bulferi Bulferetti, del Centro Servizi Lavoro Pari Opportunità Giovani, «sono da sempre abituate a “fare in casa”, si tratta di offrire loro una formazione professionalizzante». A Concesio, su 15.442 abitanti, 1.341 sono cittadini stranieri, ovvero l’8,7% della popolazione, un valore che supera di qualche punto la media nazionale, che si attesta sull’8,2; il 53% è costituito da donne (dati Istat 2014).

Il Centro servizi vanta già un lungo lavoro di integrazione con le comunità straniere del territorio, e questo agevola la partecipazione della componente femminile ai vari percorsi. «All’inizio c’erano delle resistenze da parte dei mariti, le donne arrivavano sempre accompagnate da qualche uomo di casa. Oggi vengono da sole. Il rapporto “con le mie donne”, come le chiamo io, è davvero speciale, e fatto di fiducia, reciproca stima e rispetto. Con me e le volontarie, che ormai conoscono da anni, si confidano, ridono e scherzano».

Resta il fatto che le donne, rispetto agli uomini, hanno sempre maggiori difficoltà a entrare nel mondo del lavoro, dovendo badare ai figli e alla casa. Conseguenza immediata è l’assenza di relazioni al di fuori di quelle strettamente familiari, e quindi l’esclusione sociale.

Il progetto non persegue solo l’obiettivo di insegnare un mestiere, vuole essere anche un modo per favorire l’incontro e la socializzazione. Per questo, il corso di cucito – che ha già raggiunto il massimo di adesioni – sarà arricchito da sei incontri formativi/informativi, che verteranno in particolare sulla gestione dei figli (l’importanza del gioco, di una sana alimentazione, dello sport, per una buona crescita psico-fisica) e della casa (nozioni di economia domestica, suggerimenti per l’igienizzazione degli ambienti e la conservazione degli alimenti).
Viste le tante richieste, è già stato programmato un secondo corso, che partirà a settembre. E l’anno prossimo dal livello base si passerà all’avanzato.

© 2016 Romina Gobbo

pubblicato su famigliacristiana.it – 11 aprile 2016

http://www.famigliacristiana.it/articolo/a-concesio-linclusione-sociale-inizia-dal-taglio-e-cucito.aspx

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