Vicenza. Santa Libera di Malo, Santuario della divina maternità

C’è un santuario nell’Alto Vicentino dove le coppie vanno a chiedere il dono della maternità, oppure, se la gravidanza è già in atto, la benedizione per la vita che dovrà nascere. Santa Libera di Malo, riconosciuto nel 2005 dall’allora vescovo mons. Cesare Nosiglia, come “Santuario diocesano della divina maternità”, è recentemente balzato agli onori della cronaca locale per la storia di Giulia, nata sana, nonostante il feto riscontrasse patologie gravi, dopo il pellegrinaggio dei genitori. Si è subito parlato di miracolo, forse sarà accertato, o forse no. Di sicuro, per i maladensi questo è un luogo di grazia. Custodisce un affresco del 1300 che rappresenta la Madonna incinta. Una settantina di anni fa, l’immagine era stata coperta perché si temeva che il pancione potesse essere motivo di imbarazzo, oggi invece quel particolare, piuttosto raro nell’iconografia di Maria, ne esalta l’umanità.

«Sono parroco a Malo da dieci anni – racconta don Giuseppe Tassoni -, al santuario ho visto persone piangere e persone gioire; l’affetto verso la Madonna è grande. La gravidanza è sempre un momento di ansia per le coppie, che perciò sentono la necessità di affidarsi durante questa attesa. Ma si prega anche per poter avere un figlio, quando sembra che non arrivi. Abbiamo centinaia di ex voto di ringraziamento. Poi ci sono i coniugi in crisi che vengono per ritrovare il gusto della vita a due. La Madonna diventa così liberatrice da tutti i mali che oggi intaccano la vita di coppia. E quante nonne vengono a pregare per figli e nipoti!». Santa Libera è il cuore della zona pastorale, è aperto tutti i giorni dalle 8 alle 19, e le visite sono continue; almeno un centinaio di persone partecipa alla messa domenicale. Ma è soprattutto nella seconda domenica di maggio, quando si celebra la festa della mamma, e a settembre, con la Novena in preparazione alla Natività di Maria (l’8 settembre), che il santuario “esplode”. Sempre più coppie di fidanzati desiderano sposarsi sotto la protezione della Madonna. «Lo scorso anno – continua don Giuseppe -, su 30 matrimoni, 29 sono stati celebrati in santuario. Quest’anno, abbiamo già 25 richieste».

E il santuario vanta anche un’ottima acustica. Ogni anno, a settembre, “I Cantori di Santomio” vi organizzano la rassegna polifonica in ricordo del maestro Piergiorgio Righele, loro fondatore, e “padre” della coralità italiana.

Il concerto svoltosi lo scorso settembre

Il concerto svoltosi lo scorso settembre

 

© 2016 Romina Gobbo

pubblicato su Avvenire, Catholica – 15 aprile 2016 – pag. 22

 

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