Villafranca Veronese. Dalla parte dei poveri, sempre

«Forse ho amato più gli uomini che Dio»: una frase che ti spiazzerebbe se non venisse da Renzo Fior, che l’Abbé Pierre scelse personalmente come presidente di Emmaus internazionale dal 1999 al 2007, anno della scomparsa del fondatore. Al secolo Henri Antoine Grouès, l’Abbé Pierre, frate cappuccino, sacerdote, partigiano, politico, ma soprattutto fervente difensore dei diritti umani e testimone di un cristianesimo solidale, per Fior è «uno dei grandi del Novecento».

DIGNITA’ PER I POVERI

Abbé Pierre

L’Abbé Pierre, al secolo Henri Antoine Grouès

L’approdo a Emmaus di Fior è del 1976, ma la grande vicinanza con l’Abbé è del 1999 da presidente internazionale. Dopo la morte dell’Abbé, Fior diventa presidente nazionale (2007-2014) in Italia. Oggi il suo impegno maggiore è nella comunità di Villafranca di Verona, fondata nel 1985 con la moglie Silvana Nogarole. Ed è proprio qui che lo incontriamo, all’ombra di una pianta, in una bella giornata primaverile. Una chiacchierata schietta sulla miseria, sul valore della giustizia, la pace, l’ambiente, le disuguaglianze… Emmaus è nata per lavorare su questi temi, «perché la vita dei poveri non dipenda dalle “briciole” dei ricchi». Fior ha assolto in prima persona questo impegno, in totale condivisione con la moglie. «La scelta di una vita comunitaria è totalizzante, perciò, o la condividi con la persona con cui stai, oppure diventa davvero difficile. Ma questa scelta dà un senso nuovo al matrimonio, che viene continuamente proiettato al di fuori di sé stessi. Allargare la visione ad un mondo più vasto ti aiuta a comprendere meglio quello che sei e che fai. Tutto questo l’hanno interiorizzato anche i nostri figli, Gaia, di 24 anni, e Damiano, di 28. Fin dalla scuola, sono sempre stati riconosciuti come persone disponibili, socievoli, con una marcia in più nella capacità di rapportarsi agli altri».

CONTRO LE INGIUSTIZIE

Quell’amare più gli uomini che Dio è provocatorio, ma amare gli uomini è Vangelo. Lo ricorda continuamente papa Francesco. «Siamo molto in sintonia con lui, quando dice che saremo giudicati sull’amore nei confronti delle persone più bisognose, così come quando parla della lotta alle cause dell’ingiustizia, o del rispetto dell’ambiente. La fame, la miseria, lo sfruttamento, l’emarginazione, non sono creazioni di madre natura, sono ingiustizie create dall’uomo. Purtroppo ho l’impressione che non molta Chiesa sia disposta a seguirlo fino in fondo, perché significherebbe sconvolgere totalmente la vita pastorale». Il bilancio alla soglia dei settant’anni è di una vita vissuta sempre nella periferia, sia nella prima parte, quando giovane prete aprì una comunità per tossicodipendenti, che nella seconda, quando ha scelto di farsi una famiglia, ma “allargata”. «La fede per me è questo vivere la disponibilità all’accoglienza, con un atteggiamento paziente, mai giudicante, e saper perdonare. La vita comunitaria presenta difficoltà, perché mette insieme persone che non si conoscono, che hanno alle spalle storie faticose, ci sono regole da rispettare, spesso si creano tensioni, perché c’è chi ha problemi psicologici, chi di alcol…, ma credo che solo in questa condivisione si possano scoprire le vere ragioni del vivere. Emmaus ti dà l’impressione di spendere bene la tua vita, è un virus positivo».

Comunità di Villafranca Veronese. Mercatino solidale dell'usato

Comunità di Villafranca Veronese. Mercatino solidale dell’usato

NIENTE E’ SCARTO

Le comunità si autofinanziano attraverso la raccolta e la rivalorizzazione di materiale usato, tramite il riciclaggio, e con la vendita in mercatini dell’usato. A Villafranca lavorano una trentina di persone. «Noi recuperiamo le cose che la società butta e diamo loro nuova vita; accogliamo le persone che la società emargina, perché considerate “buone a nulla”, e offriamo loro un lavoro, così riacquistano dignità, autonomia e capacità di aiutare gli altri. Perché le nostre comunità, non solo sono autonome dal punto di vista finanziario, ma con il di più sostengono progetti in ambito locale, nazionale e internazionale, di comunità Emmaus più bisognose, o di altre associazioni. Qui a Villafranca, dall’apertura, nel 1985, sono passate circa 600 persone e, in termini di solidarietà, abbiamo prodotto circa un milione e 200mila euro». Sradicare le cause delle ingiustizia richiede anche di riflettere sulle nostre responsabilità. «L’Europa si limita ad alzare muri senza che nessuno si chieda perché arrivano i profughi. Così come nessuno si chiede da dove viene tutto questo commercio di armi, chi sono i produttori. “Stranamente” le guerre in Africa avvengono nei Paesi che hanno grandi ricchezze naturali. I profughi sono gli “effetti collaterali” di una visione di rapina che le grandi potenze e le multinazionali hanno, rispetto al mondo. Bisogna lavorare per cambiare le strutture di potere»

 

IL MOVIMENTO EMMAUS ITALIA

Emmaus è presente in Italia con 17 associazioni di volontariato, che gestiscono 14 comunità. Il presidente nazionale è Franco Monnicchi. L’organizzazione assiste ogni anno 300 persone grazie a 150 volontari. Per finanziarsi, Emmaus raccoglie annualmente oltre 1.500 tonnellate di materiale riciclato e centinaia di migliaia di mobili e oggetti vari destinati al riutilizzo tramite 26 mercatini solidali dell’usato. Così riesce a destinare centinaia di migliaia di euro alla solidarietà locale, nazionale e internazionale. (www.emmaus.it)

 

L’ASSEMBLEA MONDIALE

Si riunisce dal 18 al 23 aprile, presso il Villaggio Marzotto di Jesolo (Venezia), l’assemblea mondiale di Emmaus. Comunità e gruppi, impegnati ai quattro angoli del mondo contro la povertà e le relative cause, si ritroveranno per decidere il futuro del movimento e per scegliere il nuovo presidente internazionale. Al momento, il candidato unico è l’africano Patrick Atohoun, del Benin, responsabile da circa vent’anni del gruppo Emmaus di Cotonou. Il movimento conta 430 gruppi in 37 Paesi del mondo.

 

© 2016 Romina Gobbo, inviata a Villafranca (Verona)

pubblicato su Credere – domenica 24 aprile 2016 – pagg. 28-29-30

 

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