Turchia e Genova: oggi come ieri

I corpi denudati e ammucchiati sul pavimento dei presunti oppositori di Erdogan, mi riportano alla mente i fatti della scuola Diaz. Anche allora corpi ammucchiati sul pavimento e sangue di chi aveva colpito a caso e senza pietà. Era il 21 luglio 2001. Fu una delle peggiori pagine di storia italiana e, come oggi in Turchia, per motivi di “sicurezza” furono soppressi tutti i diritti. Nell’aprile 2015 la Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato lo Stato italiano per la violazione dell’art. 3 della Convenzione dei diritti dell’uomo (Nessuno può essere sottoposto a tortura, né a pene o trattamenti inumani e degradanti), ritenendo che l’operato della Polizia di Stato alla Diaz e alla caserma Bolzaneto, durante il G8 di Genova, debba essere annoverato come “tortura”. Ma il reato di tortura in Italia non esisteva allora e non esiste tuttora; è proprio del 19 luglio il nuovo rinvio dell’esame del disegno di legge da parte del Senato. Il nostro Parlamento non ha mai sentito il dovere di adeguare il nostro codice al diritto internazionale. Allora diventa quantomeno scivoloso dare giudizi sull’operato altrui.

© 2016 Romina Gobbo

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