Aleppo, le barrel bomb e i bambini di oggi, adulti di domani

Mentre i “grandi della terra” giocano alla guerra, in Siria, ad Aleppo, «si rischia una catastrofe umanitaria senza precedenti», ha dichiarato Ban Ki-moon, segretario generale dell’Onu, che chiede un immediato cessate il fuoco. Perché, ha aggiunto «vengono condotti attacchi indiscriminati nelle aree residenziali, anche attraverso l’uso di bombe a botte, nei quali rimangono uccisi centinaia di civili, tra cui molti bambini» e, ha concluso, «tutte le parti in conflitto non stanno rispettando l’obbligo di proteggere i civili». Per chi non lo sapesse, le barrel bomb sono barili di nafta – ma, in mancanza, si può usare qualsiasi contenitore metallico – riempiti di esplosivo (di soliti TNT o nitrato e ammonio) e di “ferracci”, ovvero trucioli, bulloni, pezzi vari. Vengono sganciate dagli elicotteri e fatte esplodere. I danni sono mostruosi, e non c’è possibilità di controllare dove finiscono i vari ferracci. Se quando uno dei bambini siriani di oggi, che magari miracolosamente si sarà salvato, ma che porterà negli occhi tutto questo orrore, domani si farà esplodere davanti ad un centro commerciale, e qualcuno dei soliti analisti o politici della domenica, si chiederà perché, ricordatemi – nel caso in cui me ne dimenticassi, ma non credo – di prenderlo a calci. Questi cinque anni di guerra in Siria sono uno scandalo. Vergogniamoci tutti.

© 2016 Romina Gobbo

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