Teresa Volpato. La volontaria folgorata dalla Santa e dai poveri

È una storia di sguardi e di silenzi quella fra Teresa Volpato e madre Teresa di Calcutta. Due Terese, sarà un caso? Chissà, certo è che la prima resta folgorata dalla seconda. Le parole non servono, «non ne avevo, non conoscevo l’inglese. Vidi madre Teresa per la prima volta durante una messa. Era in carrozzina. Mi fece cenno di andare da lei, ma io non volevo, come avrei potuto parlarle? Stavo appoggiata al muro, bloccata. Quando finalmente mi sono decisa a raggiungerla, l’ho fissata e basta. Lei mi ha fatto cenno di inginocchiarmi e io così ho fatto, nel silenzio suo e mio».

L’INCONTRO CHE CAMBIA LA VITA

Era il 1996. Teresa era in India per un viaggio in occasione del pensionamento, che prevedeva tre giorni a Calcutta di cui uno in visita alle case di madre Teresa. «Fuori dalla chiesa, con la mano mi ha di nuovo chiamata. Sono andata. Da una suora che parlava italiano mi ha fatto chiedere che cosa volessi. Ho detto: “Posso stare qui qualche giorno a lavorare con lei?” Mi ha risposto: “Welcome, benvenuta”. Poi ha aggiunto: “Però vieni domani, non aspettare”. Ho comunicato ai miei amici che sarei rimasta. Loro erano contrariati. Ma io, risoluta: “O adesso, o mai più, perché è adesso che sento questo desiderio”». Teresa è rimasta tre mesi poi, alternando rientri a casa e partenze, sono trascorsi vent’anni. «Sono rimasta folgorata da questa donna in un modo che neppure io riesco a comprendere totalmente. E pensare che quando l’ho vista, ero scioccata, perché era piccola, non bella, con le mani e i piedi deformati dalla malattia. Mi sono chiesta che cosa il mondo trovasse in una donna in quelle condizioni. Poi ho visto che le persone si inchinavano davanti a lei, lei che aveva già incontrato Dio. La gente capiva che era santa. Papa Francesco – che il 4 settembre la canonizzerà – ufficializza uno stato di fatto».

INFERMIERA A CALCUTTA

Teresa Volpato con alcuni dei suoi assistiti

Teresa Volpato con alcuni dei suoi assistiti

Teresa Volpato, nata nel 1936 a Bassano del Grappa (Vicenza), si è diplomata infermiera professionale a Padova, dove ha lavorato prima nel reparto di pediatria, e poi nel centro di leucemia infantile. Finché si è ritrovata a spendere le sue energie e il suo tempo a Kaligath, uno dei quartieri più antichi e più densamente popolati di Calcutta, a fianco delle suore missionarie della Carità. «Io dico sempre di aver lavorato quarant’anni a Padova per prepararmi ad andare a Calcutta, ad assistere i più poveri dei poveri. Sono uomini e donne storpi, infetti, con tutte le malattie possibili ed immaginabili, destinati a spegnersi da soli su un marciapiedi». Teresa presta servizio in particolare al Nirmal Hriday Ashram, la “Casa del cuore puro” o, con un nome più prosaico, “Casa del moribondo”, dove il 3 febbraio 1986 Giovanni Paolo II, all’inizio del suo pellegrinaggio apostolico in India, volle incontrare madre Teresa. Papa Woytila definì sacro quel luogo dove, disse, “il mistero della umana sofferenza si incontra col mistero della fede e dell’amore”. «Noi siamo abituati in un mondo diverso, dove c’è tutto – racconta la Volpato -. A Padova lavoravo in un ospedale con aria a bassa carica batterica, a Calcutta posso dire che l’aria è tutta ad alta carica batterica. La differenza è enorme, ma se lo si fa volentieri, non è così pesante. Me lo confermano anche i ragazzi che vengono per un periodo di volontariato; quando sei mosso da qualcosa di profondo, tutto diventa facile, anche in mezzo a centomila difficoltà, che ci sono tutte. Ma quando uno capisce quello che sta facendo, sa che in quel momento vive un privilegio. I malati sono persone riconoscenti, hanno bisogno di una carezza, ma la sanno restituire. Un’occhiata, una stretta di mano, un sorriso, ecco il privilegio di chi lavora con i poveri».

UNA SERENITA’ INASPETTATA

«Ho ricevuto serenità; prima, per quanto facessi, non ce l’avevo. E questo mi dicono anche i ragazzi che vengono. Magari stanno solo una settimana, ma se ne vanno con Calcutta nel cuore». Il ricordo e la testimonianza continuano ancora oggi ad attrarre tante vocazioni. «Le suore sono per lo più ragazze giovani, che hanno scelto di sacrificarsi per gli altri, perché vogliono diventare come madre Teresa». Questo fascino da che cosa dipende? «Basta guardare quello che ha realizzato. Solo una santa può farlo, solo una che dentro ha una carica interiore senza fine. I poveri in lei trovavano affetto, trovavano il modo di morire o di vivere bene. Infatti, le suore dicono: “Non siamo una clinica, siamo un centro di raccolta per aiutare a superare i momenti difficili di questi poveri. Significa o accompagnarli alla morte con dignità, o ridar loro la vita”. Non ho trovato nessun altro che ha fatto quello che ha fatto madre Teresa, in tutto questo c’è qualcosa di soprannaturale».

DIO A CALCUTTA

Dopo vent’anni di volontariato, Calcutta è diventata per Teresa la sua città di adozione. «La vita qui è tutta un’emozione. Uno si alza alla mattina e pensa che sta vivendo un’emozione. E, quando va a letto, si rende conto che oggi è stata un’emozione più grande di ieri. E domani di nuovo. La città si è senz’altro evoluta, ma il grande rammarico è che i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri». Ma, sulla presenza di Dio nell’operato di Madre Teresa, non ha dubbi: «È Dio che permette tutto questo, che fa arrivare i volontari. Dio è nella mente delle suore, anche se non lo mettono nella mente dei ricoverati, se non quando qualcuno ormai alla fine, lo chiede. Dio è il punto di partenza e il punto di arrivo di Calcutta».

© 2016 Romina Gobbo 
pubblicato su Credere n. 36 – 4 settembre 2016 – pagg. 34, 35, 36

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: