A Concesio per raccontare padre Cesare Mazzolari

Da sinistra: Mariangela Rossini, presidente Fondazione Cesar onlus, e le giornaliste Anna Pozzi e Romina Gobbo

Da sinistra: Mariangela Rossini, presidente Fondazione Cesar onlus, e le giornaliste Anna Pozzi e Romina Gobbo

Un pubblico numeroso ha accolto l’inaugurazione della mostra biografica su padre Cesare Mazzolari, avvenuta ieri all’auditorium dell’Istituto Paolo VI di Concesio. Oltre cento persone tra conoscenti, volontari, appassionati d’Africa e di cooperazione insieme alle istituzioni locali, hanno dato omaggio alla figura del missionario concesiano scomparso nel 2011, ma ancora presente nelle opere di sviluppo portate avanti in Sud Sudan dalla diocesi di Rumbek supportata dalla Fondazione CESAR Onlus di Concesio.

«Quello sostenuto dalla Fondazione CESAR ed espresso nell’impegno di mons. Mazzolari in Sud Sudan è modo di fare cooperazione nuovo, che non si riconosce in un impegno assistenzialistico, ma piuttosto si apre alla collaborazione con l’Africa e con gli africani, in un lavoro d’insieme che costituisce l’unica via per uno sviluppo realmente sostenibile» ha evidenziato Romina Gobbo, giornalista per Avvenire e Famiglia Cristiana in apertura del convegno.

Un impegno che padre Cesare Mazzolari alla guida della diocesi di Rumbek ha espresso in particolare nell’ambito educativo e socio-sanitario: «Non possiamo dimenticare che il Sud Sudan è diventato indipendente nel 2011 con soli 15 insegnanti qualificati – ha spiegato Anna Pozzi, scrittrice e giornalista della rivista Mondo e Missione – un dato che parla da solo dell’urgenza di costruire una classe dirigente per un Paese fragile e appena nato». Di qui l’urgenza di mons. Mazzolari di intervenire nel settore educativo, con l’apertura di numerose scuole primarie nelle 11 missioni della diocesi fino allo sviluppo della prima scuola per la formazione degli insegnanti, a Cueibet, e di una scuola superiore per ragazze a Rumbek, un vero miracolo in una società dove la differenza di genere è molto accentuata a scapito del mondo femminile.

In collegamento da Juba è intervenuto padre Daniele Moschetti, superiore dei comboniani per la provincia del Sud Sudan: «La situazione qui è molto complessa, si stanno moltiplicando le divisioni anche all’interno delle diverse fazioni politiche, con la crescita di gruppi ribelli in tutto il Paese. I missionari costituiscono una ricchezza perché vivono al fianco della povera gente nonostante le condizioni precarie e incerte, come ha sempre fatto anche padre Cesare Mazzolari durante la sua vita spesa per gli ultimi. Preghiamo per la pace perché questo Paese possa iniziare a camminare verso un futuro migliore».

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