Scaldaferro. Una casa per chi cerca conforto

Padre Dino Battiston

Padre Dino Battiston

«Quando entro in questa chiesa sento pace, trovo serenità». È questo il motivo che porta al santuario della Madonna salute degli infermi di Scaldaferro di Pozzoleone (Vicenza), curato dal 1993 dai padri Marianisti, un centinaio di pellegrini al giorno e oltre un migliaio di fedeli alla Messa domenicale. «Dove c’è molta gente che prega, è come se i muri si impregnassero di spiritualità», spiega il parroco, padre Dino Battiston. «Nei secoli sono passate da qui migliaia e migliaia di persone. Perciò chiunque arriva si sente parte di una famiglia molto più grande, in una linea di continuità tra passato, presente e futuro. Facilita il fatto che noi offriamo una presenza assidua, continuata e familiare. L’aspetto umano dell’incontro è molto importante. Siamo aperti dalle 6.30 alle 20, ognuno può venire all’orario che gli è più consono».

NEL CUORE DI TANTI FEDELI

I fedeli davanti al mosaico di padre Rupnik

I fedeli davanti al mosaico di padre Rupnik

Quest’anno c’è stato un incremento di pellegrini dovuto al fatto che Scaldaferro è uno dei tre santuari mariani della diocesi di Vicenza dove si può vivere il Giubileo e il passaggio attraverso la Porta santa. «Abbiamo aperto la Porta santa il 13 dicembre 2015 alle 16 e, nonostante il freddo, c’era una folla inimmaginabile», prosegue padre Battiston. Mentre non è chiaro da dove derivi il nome del paese, Scaldaferro, forse dovuto ad una fucina per la lavorazione del ferro, la tradizione fa risalire al 1665 l’avvio della devozione popolare. Questa data è stata trovata dietro l’immagine della Vergine Maria, sul muro esterno della fattoria che poi è diventata la chiesa. Nonostante si trattasse di un luogo insalubre, fiancheggiato da una conca d’acqua stagnante, i fedeli accorrevano a pregare la Madonna invocandone la protezione e particolari grazie per gli ammalati; per questo il santuario è dedicato a Maria salute degli infermi. E ogni seconda domenica del mese vi si celebra la Giornata degli ammalati. Particolarmente solenne è quella di settembre, con più di mille partecipanti: «Questa ricorrenza, giunta quest’anno alla 46esima edizione, è entrata nel cuore di tanti ammalati, che la vivono con vero spirito di fede», spiega il parroco.

IN DONO ALLA DIOCESI

altro-internoIl territorio vide l’alternarsi di diversi tenutari, che esercitarono il “diritto di patronato” anche sulla chiesa. Gli ultimi, i conti De Bardeau, nel 1910 donarono la chiesa alla diocesi di Vicenza, che così passò sotto la giurisdizione dell’allora parroco di Pozzoleone, don Elia Dalla Costa, poi diventato cardinale; nel 1954 la chiesa fu eretta a parrocchia. Scaldaferro è un paesino di 400 anime, che fanno capo a quattro Comuni: Pozzoleone, Schiavon, Bressanvido e Sandrigo. Questa dispersione dal punto di vista civile, ha trovato un punto di riferimento proprio nel santuario, polmone spirituale della zona, ma non solo. «Il 90 per cento dei fedeli viene da fuori, ma molti sono costantemente presenti: il santuario è diventato la loro parrocchia».

UN’OPERA SIGNIFICATIVA

Un altro spazio sacro è il Porticale, una cappella supplementare, dove dal 2006 si trova un bellissimo mosaico di padre Marco Ivan Rupnik. «Si tratta di una descrizione-meditazione sul significato del santuario. Il percorso ripercorre il cammino della salvezza, umana, terrena, ma anche quella eterna fino alla risurrezione. Da lì la Madonna ci guarda con i suoi grandi occhi. Ovunque tu vada, in ogni parte della chiesa, incrocerai sempre il suo sguardo, presenza di madre che segue sempre i suoi figli».

Dal 2000 i padri raccolgono – e sono ormai 40 i volumi – i pensieri e le riflessioni dei pellegrini. «Sono ringraziamenti, suppliche, preghiere di affidamento, pianti. Chiedono la salute fisica, ma anche quella morale e spirituale. È il cuore che parla con chiarezza. Un fiume di dialogo con Maria. Una volta al mese, in una Messa solenne di guarigione, il venerdì sera, portiamo tutto questo all’altare, affinché sia benedetto dal Signore». Una decina d’anni fa è partita l’iniziativa del cammino di consacrazione alla Madonna, che ha reso i laici protagonisti. «Ormai più di 400 persone si sono consacrate. La preparazione va da autunno a giugno. Dopo la consacrazione c’è la possibilità di continuare con la formazione attraverso un cammino di approfondimento della fede. Il gruppo si ritrova dopo la Messa e ogni mese organizza una serata di preghiera aperta a tutti. Un’altra iniziativa, gestita dai laici, è l’adorazione eucaristica: ogni giovedì tutto il giorno, e il primo sabato del mese, tutta la notte. Ci sono sempre 70-80 persone. Ancora, ogni martedì, da sette anni ormai, c’è un gruppo che prega per le vocazioni».

COSA CERCANO I PELLEGRINI

È cambiato il pellegrino? «Mi sembra che le persone abbiano una esigenza di maggiore spiritualità. Cadono l’abitudine, la tradizione, la routine: la gente viene per scelta consapevole. Sono parecchi gli uomini che vengono alla Messa delle 7 e poi corrono al lavoro. E molti perseverano. Voler ricavarsi questo spazio rivela un bisogno del cuore dell’uomo in un tempo di disorientamento, in un mondo che è sfiduciato, arrabbiato, che ha perso il sorriso. Nella nostra isola di silenzio è possibile ritrovare sé stessi».

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IL PRESEPIO BIBLICO

Inaugurato nel 1971 da don Giulio Dall’Olmo, il presepio biblico di Scaldaferro riproduce la nascita di Gesù nella grotta di Betlemme, assieme alla località e agli avvenimenti raccontati nella Bibbia. Una voce guida i visitatori nella scoperta degli scorci, nelle riflessioni meditative e nella comprensione del messaggio biblico. Nel periodo natalizio il presepio attira complessivamente oltre 10mila visitatori. Accanto al santuario i padri stanno poi realizzando una casa di accoglienza dedicata a Maria, madre della misericordia. «simbolo concreto di carità di quest’Anno santo», dice padre Battiston. Destinata ad accogliere gli uomini separati in situazioni di disagio, sarà gestita dalla Caritas diocesana. La struttura disporrà di 15 stanze, oltre a un appartamento per il custode, gli uffici, e alcuni spazi comuni. Le persone accolte verranno anche aiutate a reinserirsi nella società. La Fondazione Cariverona ha offerto il contributo iniziale, «il resto è affidato alla carità, che qui non è mai mancata», conclude padre Battiston.

LA MESSA DI GUARIGIONE

Il secondo venerdì del mese, da ottobre a giugno, dalle 20 alle 22.30, si celebra la “Messa di guarigione”: celebrazione, rosario meditato e 50 minuti di adorazione eucaristica. «Quando tutti pregano e cantano si sente comunione», dice padre Battiston. «Faccio attenzione che la preghiera non diventi fanatismo: c’è una forma di religiosità che va purificata, per riportare Gesù al centro. Il Signore è misericordia, gli presentiamo le nostre miserie, ma bisogna partire dal cuore».

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ORGANIZZARE LA VISITA

Il Santuario Madonna salute degli infermi si trova in via Vallazza 11 a Scaldaferro di Pozzoleone (Vicenza). Tel: 0444/462251, santuarioscaldaferro@tiscali.it. Per farsi un’idea del santuario, si può consultare il sito http://www.santuariodiscaldaferro.org, dove si trovano foto e video e si può ascoltare la web radio Oreb.

LE SANTE MESSE

Da ottobre a maggio le celebrazioni nei giorni feriali si svolgono alle 7.30 e alle 15. Orario prefestivo ore 19.30, festivo, ore 7.30, 10 e 15.

ADORAZIONE EUCARISTICA

La giornata del giovedì è dedicata all’adorazione eucaristica, dalle 8 alle 22. Il primo sabato del mese l’adorazione è invece dalle 22 alle 7 della domenica.

LABORATORI

Presso il santuario sono attivi il gruppo icone e il laboratorio di ceramica: i corsi propongono un cammino spirituale fatto anche di insegnamenti pratici.

© 2016 Testo di Romina Gobbo – Foto di Beatrice Mancini
pubblicato su Credere – Anno IV – numero 40 – domenica 2 ottobre 2016

 

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