La serva di Dio e i piccoli rifugi

«Quello che colpisce è la sua capacità di leggere i segni dei tempi e di dare risposte. Il suo motto è “L’amore vince”, ma diceva anche che “l’amore dev’essere veloce”, perché, “bisogna correre per il mondo ad abbracciare tutti i fratelli”. Per noi è lo stesso impegno di carità, che parte da una passione per l’Eucaristia. E che concretamente significa essere presenti nelle varie situazioni di emarginazione». Così Teresa D’Oria, presidente dell’Istituto secolare Volontarie della Carità, descrive la fondatrice, la serva di Dio Lucia Schiavinato, di cui il 17 novembre si è ricordato il quarantesimo dalla morte (Musile di Piave (Ve), 31 ottobre 1900 – Verona 1976).

Piccolo rifugio

Piccolo rifugio

Lo si è fatto soprattutto con la preghiera nei sei Piccoli Rifugi, esperienza di carità avviata da Lucia. Attualmente sono sei: San Donà di Piave (Ve), il primo, sorto l’antivigilia di Natale del 1935, Vittorio Veneto e Ponte della Priula (Tv), Verona, Trieste e Ferentino (Fr). Si tratta di case-famiglia che accolgono un centinaio di persone con disabilità, che altrimenti non avrebbero nessuno. «I piccoli rifugi all’inizio sono stati una rivoluzione, perché era completamente assente l’azione dello Stato, oggi continuano ad essere validi nella misura in cui restiamo legati al carisma originale – spiega la presidente D’Oria -. Non è solo una questione di assistenza, sempre più specializzata, è un modo per rispondere ad un’esigenza di mancanza di affetti, oltre che a situazioni economiche disagiate. Noi non siamo cliniche specializzate. Anche se offriamo un servizio di assistenza, il migliore possibile dal punto di vista umano, il nostro compito è sostituire la famiglia. Per cui non c’è un tempo determinato, l’accoglienza è per sempre». Lucia diceva che bisognava tenere “tutto il mondo nel cuore”, pertanto si è dedicata anche alle ex prostitute, accolte nelle “Ville Madonna della Neve”, aperte prima della legge Merlin, all’impegno politico, prima nella Resistenza e, nel secondo dopoguerra con l’adesione alla Democrazia Cristiana, in terra di missione, in Brasile, al fianco dei più poveri. Nel 1954, con la consacrazione di 12 ragazze che condividevano lo stile di vita di Lucia, inizia, di fatto, l’opera dell’Istituto secolare Volontarie della Carità, che nel 1999 è stato riconosciuto di diritto pontificio. Di questa donna innamorata di Gesù e dedita per tutta la vita all’umanità duramente provata, è in corso la causa di beatificazione, introdotta nella diocesi di Treviso l’8 marzo 1999.

© 2016 Romina Gobbo 
pubblicato su Avvenire – Catholica – giovedì 1 dicembre 2016 – pag. 18

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