La guerra rende il mondo sempre più povero

La moschea di an-Nouri, che simboleggiava lo splendore della città di Mosul, e dove il 29 giugno 2014 al-Baghdadi si era proclamato califfo, è esplosa. I miliziani dell’Isis l’avevano minata da tempo e probabilmente hanno preferito farla saltare piuttosto che veder ammainata la loro bandiera nera. Con un comunicato diffuso su Amaq, la propria agenzia di stampa, l’Isis ha accusato gli Usa, che invece negano di aver condotto raid nella regione. La verità probabilmente non si saprà mai, perché la verità è sempre la prima vittima nelle guerre. Ma mi sorge una riflessione.
Siamo alla sconfitta dell’Isis? Mah, sicuramente siamo alla sconfitta di tutti noi. Mi addolora il fatto che, assieme alla moschea di Mosul, alle mura di Ninive, a Palmira, se ne va un altro pezzo della nostra storia. Con la guerra muoiono le persone, scompaiono culture e civiltà milenarie, muta la geografia. E il mondo è sempre più povero.

© 2017 Romina Gobbo – giovedì 22 giugno – inedito

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