Lo stupro è un’infamia. Punto

Dopo che quest’estate c’è stato un calo negli arrivi dei migranti, i media hanno per forza dovuto trovare altri temi, stuzzicanti almeno quanto “l’invasione”. Le notizie si sa sono come le onde, vanno e vengono a seconda del vento che tira. A tenere banco nelle ultime settimane sono gli stupri (di Rimini e di Firenze), argomento rispetto ai quali credo che abbiamo toccato il fondo. Niente informazione, niente vero dibattito, solo una miriade di opinioni parziali, prive di qualsiasi fondamento, mezze parole, sorrisi ammiccanti, soloni che ripetono il pensiero di altri soloni… Il nulla. Purtroppo tutto questo circo non fa bene a nessuno. Il giornalismo continua a perdere credibilità, i giornali si comprano sempre meno, le notizie non hanno più un peso specifico, scompaiono nel calderone del “di tutto, di più”, si perde la capacità critica. A mio avviso, qui ci sono solo poche cose da dire. Lo stupro è prima di tutto un reato. Ed è un’infamia sempre, indipendentemente da chi lo ha perpetrato. Chi viene stuprata/o vive un orrore che si porterà appresso tutta la vita. I dettagli piccanti non favoriscono l’informazione, ma solo la curiosità dei voyeur. Le indagini spettano a chi di dovere. Per favore, caliamo un velo pietoso.

© 2017 Romina Gobbo – inedito (Facebook 10 settembre 2017)

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