Itinerari della fede. Sulla strada delle Natività

Dio ha posto la sua dimora in mezzo a noi. Il Natale è vivere le Betlemme del nostro tempo come luoghi dove Gesù è nato, luoghi dove c’è l’Emmanuele, il Dio con noi». Ha l’imprimatur del vescovo di San Miniato (Pisa) e delegato della Conferenza episcopale toscana per il turismo, monsignor Andrea Migliavacca, la Via dei presepi, che interessa tutta la Toscana, ma tocca anche Lazio ed Emilia Romagna. Nata nel 2014, la manifestazione intende far conoscere l’arte presepiale del territorio, e, a giudicare dal milione di visitatori dello scorso anno, sembra proprio che l’obiettivo sia stato raggiunto. Segno che il bambinello ha ancora tutto il suo fascino. Quest’anno l’iniziativa si è arricchita del mandato «a fare il presepe» consegnato nelle mani dei presepisti da monsignor Migliavacca, avvenuto il 14 ottobre, nella cattedrale di San Miniato, e della benedizione alle statuine di Gesù bambino che saranno collocate nei presepi la notte di Natale. La Via dei presepi, inaugurata lo scorso 8 dicembre e percorribile fino all’8 gennaio 2018, è ideata e promossa da Terre di presepi, un coordinamento costituito da presepisti e parrocchie, in collaborazione con le relative diocesi di appartenenza, che ha il beneplacito della Conferenza episcopale toscana, e il patrocinio della Regione e dell’Unione cattolica artisti italiani. Fantasia e creatività sono le parole d’ordine che danno vita a vere e proprie opere d’arte, in un mix fra tradizione (modello ispiratore resta il presepe di Greccio), innovazione (la tecnologia ha aperto nuove possibilità) e contestualizzazione nella sempre più complessa società di oggi. «Si tratta di una vera e propria via di pellegrinaggio che aiuta a comprendere meglio il significato della Natività. Interessante è che si è creata una rete, in continua crescita, perché vi può far parte chiunque lo desideri, purché abbia un presepio da proporre. Ed è anche un’occasione importante per il territorio dal punto di vista turistico», spiega Fabrizio Mandorlini, portavoce di Terre di presepi. Novità di quest’anno è la «credenziale del pellegrino presepista»: sarà consegnata a quanti visiteranno i vari presepi.

IL PRESEPIO ALL’UNCINETTO

Ha 40 anni e tre bambini piccoli Gessica Mancini, di Cerreto Guidi (Firenze), quando, nel 2013, scopre di avere il morbo di Parkinson. I farmaci trasformano le sue notti in incubi. Gessica sceglie di reagire. Forte del suo passato di artigiana, una notte smette di fissare il soffitto, e comincia a lavorare all’uncinetto. «Ho imparato quando avevo tre anni – racconta -; mi aiuta a liberare la mente dai pensieri negativi». Notte dopo notte, dalle sue mani escono uomini, donne, pecore, case, piante, stelle, e poi Maria, San Giuseppe, Gesù Bambino. «Quindi – dice -, ho deciso di coinvolgere amiche e vicine di casa. È nato allora il gruppo “Le dame dell’uncinetto”». Maglia dopo maglia, il presepe all’uncinetto si è ampliato. All’appello lanciato attraverso i social, hanno risposto una cinquantina di dame da tutta Italia. Da Messina, Viterbo, Sassari, Verona, Milano, Livorno, Siena, Como… sono cominciati ad arrivare pacchi con dentro scene, personaggi, mura, mattoni, strade, pezzi di costumi, contributi preziosi per quello che è diventato il presepe all’uncinetto tridimensionale più lungo d’Italia e che è sempre in progress: oltre 22 metri di lunghezza, un metro e mezzo di profondità, senza contare i chilometri di fili utilizzati. Da una storia toccante è nata una delle opere più originali della manifestazione, che si può visitare a Cerreto Guidi.

NATIVITA’ PER TUTTI I GUSTI

Ma c’è davvero l’imbarazzo della scelta. A Castelfiorentino (Firenze), più si pedala – ci sono tre mountain bike a disposizione – più il presepe si illumina. E, nel centro storico, c’è la via dei presepi, con oltre cinquanta realizzazioni: sui davanzali delle finestre, nelle chiese, nei viottoli e anche all’interno dell’ex carcere. Da non perdere il presepe meteorologico, che propone nella Natività tutte le situazioni climatiche e il ciclo notte-giorno. Nella grotta delle Campore, in località Convalle di Pescaglia (Lucca), si trova il presepe realizzato nel 1994 dal Gruppo speleologico alpinistico dell’Alta Val Freddana, che sfrutta lo spettacolo creato dalle formazioni calcaree e da un lago turchese. Cigoli (Pisa), luogo natio dell’artista Lodovico Cardi, nel santuario della Madre dei Bimbi propone un presepe tecnologico tra i più grandi d’Italia: 100 metri quadrati di estensione che ospitano statuine alte da sei centimetri a dieci volte tanto. A Montopoli Val D’arno (Pisa), ci sono il presepe tradizionale nella pieve e, nel conservatorio di Santa Marta, quelli realizzati con materiale di scarto da Roberto Cipollone. A Nicosia di Calci (Pisa) nel Museo di storia naturale della Certosa hanno trovato “pace” gli storici presepi Meucci, dopo aver girato il mondo degli anni Cinquanta, richiesti per l’avanguardia dei loro meccanismi. A San Miniato (Pisa), sulla facciata del seminario vescovile, c’è il Calendario dell’Avvento, un presepe murale darecord: foto e dipinti sui temi della pace e della misericordia. Ma ci sono anche una mostra dei presepi e il presepe artistico realizzato nel luogo dove Michelangelo ricevette l’incarico di dipingere la Cappella Sistina.
A Usigliano di Lari (Pisa), in Valdera, nelle cantine dell’antica fattoria Castelli, è visitabile un museo permanente: quaranta realizzazioni del presepista Claudio Terreni. Nel presepe di Montignoso (Massa Carrara) si incontra l’intera vita di Gesù. A Petroio (Siena), presso Vinci, nella terra di Leonardo, il presepe meccanizzato, allestito esternamente, occupa tutta una collina. Compie invece quarant’anni il presepe vivente di Castelfranco di Sopra, mentre della via dei presepi di Sorano ha la paternità il cardinale Angelo Comastri. Punta sud dell’intero percorso è Acquapendente, nel Lazio viterbese, con il presepe delle Sagome nel borgo di Trevinano. Non mancano i presepi viventi. Quello di Pescia (Pistoia) si caratterizza perché si snoda lungo il fiume omonimo: sugli argini ben 300 figuranti danno vita alla Natività.

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LA CREDENZIALE DEL PELLEGRINO

Il presepista pellegrino è colui che durante il periodo di Natale, o durante l’anno, visita i presepi per ricercare il volto di Dio fatto uomo nella Natività. La Credenziale è la sua carta d’identità; con essa egli dichiara la volontà di fare un viaggio nelle terre dei presepi. La si trova in distribuzione nelle città presepiali, in tantissimi altri punti della Toscana e delle regioni limitrofe, e nelle magioni, cioè le “case del presepista”, dove anche ci si deve recare per ottenere i timbri che attestano il passaggio nelle varie località. Alle magioni si possono ottenere anche informazioni sugli altri presepi e indicazioni pratiche per punti ristoro. Chi completa la Credenziale e quindi ha visitato trenta presepi, potrà richiedere il Testimonium del presepista pellegrino. Si tratta di una riproduzione a colori realizzata dall’artista Sauro Mori dove verrà riportato il nome della persona che ha effettuato il percorso, attestandone l’avvenuto compimento. Per poterlo richiedere, inviare comunicazione alla mail terredipresepi@gmail.com unitamente a una foto della credenziale timbrata.

 

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ORGANIZZARE LA VISITA

Terre di presepi è un comitato di coordinamento promosso da presepisti e parrocchie, nel cuore della Toscana in collaborazione con le relative diocesi di appartenenza. Luoghi e chiese dove il tempo di Natale diventa tempo di fede grazie ai presepisti che trasformano l’evento della Natività in vere e proprie opere d’arte.

IL CAMMINO

La proposta della Via dei presepi, un cammino da percorrere a tappe, in auto, con i mezzi pubblici o a piedi, è illustrata nel dettaglio, con tutte le informazioni utili sul sito http://terredipresepi.blogspot.it. Il sito presenta, divisi per tipologie, i luoghi, gli eventi, le esposizioni e i presepi viventi anche per chi fosse interessato a organizzare la visita a singole iniziative. Le località coinvolte, in diverse province toscane (e qualche “sconfinamento” in Lazio) sono oltre 50. Le tipologie proposte sono: le Vie dei presepi, i presepi artistici, le esposizioni e musei presepiali e i presepi viventi.È disponibile anche la pagina Facebook Terre di Presepi.

PER PARTECIPARE

Privati, associazioni e parrocchie che vogliano iscrivere un presepe alla “rete” possono farlo scrivendo all’indirizzo terredipresepi@gmail.com, mandando un fax allo 0571/ 42.233, oppure consegnando il modulo alla Pro Loco di San Miniato: tel. 0571/42.233.

© 2017  – Resto di Romina Gobbo – foto di Pietro Viti

pubblicato su Credere – 17 dicembre 2017 – pagg. 70-77

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