Modica. Ecco come il presepe può unire i bambini di una città

Poteva rimanere un edificio nascosto, casa Don Puglisi, a Modica (Ragusa), con il dolore compresso fra le quattro mura. Invece si è scelto di aprirlo, anzi, di farne il perno della città. Protagonisti i bambini – quelli che vivono all’interno e quelli fuori -, che si sono incontrati per realizzare il presepe. Ai laboratori artistici hanno partecipato tutte le classi dell’ultimo anno dellascuola materna e alcune dei primi anni della primaria fino alla quinta. «I piccoli manifestano grande stupore, i più grandicelli riflessione», dice Maurilio Assenza, direttore della Caritas diocesana. Ogni mattina, dal 16 ottobre al 4 dicembre, tre gruppi di venti ragazzini hanno lavorato al progetto, visitabile dal 23 dicembre fino al 7 gennaio 2008, dalle 7 alle 21. Il focus è «l’affetto come cifra della vita», a partire dalla fiaba La chiave d’oro dei Fratelli Grimm. Si narra di un bambino che esce a raccattare legna, perché in casa è gelido, fuori una coltre di neve avvolge tutto; un’immagine che rimanda al freddo della vita. Poi il bambino accende un fuoco, trova una chiave d’oro e pensa che ci sia anche un tesoro. Infatti trova uno scrigno e lo apre, ma qui la fiaba si ferma. Tocca ai bambini veri disegnare quello che per loro è un tesoro: la famiglia, la casa, gli amici… C’è anche chi scrive: «Nello scrigno non c’è nulla, perché il tesoro è dentro di noi». In uno dei laboratori si è lavorato sull’impatto caldo/freddo, per produrre dei cristalli, che costituiranno gli elementi del presepe, un’installazione che riempirà l’intero ingresso della Casa. Perchè il significato più profondo sta proprio nell’edificio, che accoglie mamme in difficoltà con i loro bambini. È un’accoglienza temporanea, ma senza scadenze precise. «Le donne possono rimanere tutto il tempo necessario a ricostruirsi dentro quella forza, quell’energia che permetterà loro di avere poi una propria casa, sapendo che potranno sempre contare su di noi. Quando abbiamo aperto nel 1990, in città non c’era nulla del genere. Abbiamo risposto ad un bisogno. La misura l’abbiamo trovata nel Vangelo», conclude Assenza.

© 2017  – Romina Gobbo

pubblicato su Avvenire – Catholica – 24 dicembre 2017 – pag. 24

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