Politiche del territorio a sostegno dei giovani: l’esempio di Bari

Ventisei anni sono l’età giusta per sognare. Però anche i sogni necessitano di un “aiutino”. L’entusiasmo e l’intraprendenza non bastano. Serve qualcuno che creda in te, che ci creda fino al punto da “darti credito”, e non solo come modo di dire. Giuseppe è un giovane che c’è riuscito. Il suo progetto di aprire uno studio professionale di fisioterapia ad Altamura (Bari) è stato accettato dall’Ente Nazionale di Microcredito, nell’ambito del protocollo di intesa sottoscritto il 30 maggio 2017 con il Comune di Bari, volto ad erogare prestiti per l’avvio di attività imprenditoriali gestite da under 29. Giuseppo potrà disporre di 50mila euro (a tasso zero) da restituire in sette anni, con rate mensili. «I miei genitori all’inizio erano preoccupati, perché che io alla mia età avessi già sulle spalle un debito così importante li spaventava – racconta Giuseppe -. Ma poi si sono tranquillizzati, perché hanno visto quanto io sono contento, fiducioso e soprattutto determinato. Questo studio sarà solo il primo passo di un progetto molto più ambizioso, voglio aprire una clinica multi riabilitativa, che contempli ogni aspetto della riabilitazione: motoria, ortopedica, neurologica, cardiologica…». Assieme a Giuseppe anche altri quattro giovani potranno cominciare a realizzare il proprio sogno: un’attività commerciale di cosmesi e profumeria, un panificio, una scuola di danza e una piccola impresa di idraulica.

«In questi sei mesi, grazie alla consulenza del personale di Porta Futuro, il centro per l’impiego che abbiamo aperto nel 2015 in collaborazione con la Regione Puglia, all’interno del quale è stato istituito lo sportello del microcredito, cinque giovani baresi che erano fuori dal circuito dello studio e del lavoro hannoa vuto una nuova opportunità di lavoro e di vita – spiega l’assessora alle Politiche giovanili e del Lavoro del Comune di Bari, Paola Romano -. Bari è stata una delle prime città a sperimentare questa misura, che prima ancora di dare un contributo ai ragazzi che hanno voglia di cimentarsi con l’auto imprenditorialità, offre una chance alle capacità e al talento dei giovani del nostro territorio».

L’accordo tra Comune di Bari ed Ente Nazionale di Microcredito ha consentito alla città di Bari di sperimentare, tra le prime in Italia, l’attivazione di un nuovo servizio di promozione del microcredito. Si tratta nel concreto di uno sportello informativo, all’interno del job center Porta Futuro (ex manifattura Tabacchi, via Scipione Crisanzio 185/e), aperto dal 6 giugno 2017, tutti i martedì e giovedì, dalle 9 alle 12, che fornisce informazioni sui programmi di microcredito e di incentivazione all’auto impiego, disponibili sia a livello locale che nazionale, sugli strumenti finanziari esistenti per l’avvio di attività autonome, sugli incentivi alle start-up. Come conseguenza del nuovo protocollo di intesa, si pososno trovare anche assistenza e affiancamento per la presentazione delle domande di accesso alla misura 7.2 di Garanzia Giovani “Selfiemployment”. Gestita dall’Agenzia del Ministero dell’Economia Invitalia, Selfiemployment finanzia con prestiti a tasso zero (da 5.000 a 50.000 euro) l’avvio di piccole iniziative imprenditoriali, promosse da giovani NEET (Not in education, employment or training), cioè senza un lavoro e non impegnati in percorsi di studio o di formazione professionale, tra i 18 e i 29 anni, iscritti al programma Garanzia Giovani, con una forte attitudine al lavoro autonomo e all’imprenditorialità, e con voglia e motivazione a mettersi in gioco. Ed è proprio la misura Selfiemployment che ha permesso a Giuseppe e agli altri quattro ragazzi baresi di veder finanziata la propria attività.

Lo sportello è inserito in rete nel più ampio contesto dei 160 sportelli presenti e già operanti sul territorio nazionale presso i Centri per l’impiego, le Camere di Commercio, le Università e altri Comuni.

«Il Comune di Bari continua a investire sulle politiche del lavoro – ha sottolineato il sindaco Antonio Decaro – attivando tutti i canali di collaborazione istituzionali e le risorse disponibili sul mercato per favorire la mobilitazione dei giovani e delle loro competenze. Il dialogo con l’Ente Nazionale per il Microcredito e con Invitalia rientra in questo percorso di apertura della città all’utilizzo di strumenti nuovi per affrontare l’occupazione e il protagonismo giovanile. Le nuove generazioni rappresentano una sfida; continuare ad investire in loro è importante. Il lavoro è sinonimo di dignità e il nostro compito è quello di restituire dignità ai ragazzi, motivandoli, e dando loro un’occasione e uno strumento per far loro capire che crediamo in loro, nelle loro idee, nelle loro forze».

«Con il microcredito ognuno ha la possibilità di scegliere il proprio lavoro, di costruire un’impresa, di guardare al futuro con ottimismo – ha dichiarato Mario Baccini, presidente dell’Ente Nazionale per il Microcredito -. Questa consapevolezza, più volte sperimentata, ci ha spinto ad aprire uno sportello informativo all’interno di Porta Futuro, vero collettore di attività di impresa e riferimento per la città di Bari e l’area metropolitana. Questo per sostenere con il modello italiano la via della microfinanza e l’occupazione di quei giovani che intendono realizzarsi nel mondo del lavoro con una formazione adeguata e un’idea progettuale. Con questa iniziativa si rinnova la collaborazione con la città di Bari per affermare con più forza l’economia sociale e di mercato per la lotta alla povertà e alle esclusioni sociali e finanziarie».

«La Puglia ha un tasso di disoccupazione complessiva regionale del 19%, ma raggiunge il 48% se ci riferiamo a giovani sotto i 29 anni, ed è prevalentemente femminile – spiega l’assessora Romano -. I ragazzi hanno difficoltà ad entrare nel mondo del lavoro, a fare la prima esperienza, ad andare oltre il tirocinio. Questo è un gran peccato, perché noi perdiamo una generazione, che non è solo il futuro, ma anche il presente delle nostre città. Non far lavorare questa generazione non è solamente un problema economico, è un problema anche culturale, e di capitale umano, perché i ragazzi se ne vanno, lasciano la loro terra. C’è però anche chi ha capito che si deve mettere in gioco, e questo nonostante sia chiaro che il percorso da affrontare per ottenere un finanziamento non è semplice e necessita di grande determinazione e serietà. Infatti, in questi sei mesi allo sportello sono arrivate molte richieste, ma solo nei cinque casi suddetti, le idee si sono trasformate in un business plan. Poi i ragazzi sono stati inseriti in un corso dove sono state impartite nozioni di contabilità, gestione del personale, rapporto con la clientela… tutto ciò che si deve sapere per far funzionare un’azienda. In Puglia la cultura della microimprenditorialità è molto radicata. Per questo il sostegno del microcredito è importante».

Porta Futuro è un Job Center avviato nel 2015 per far incontrare domanda e offerta di lavoro. Ne usufruiscono molti giovani?

«Sì, il che dà ragione alla nostra intuizione. La scelta di dar vita ad un luogo dedicato alle politiche attive del lavoro nasce per non lasciare inascoltato il bisogno maggiormente espresso dai cittadini baresi, la ricerca di un lavoro. Noi pensiamo che gli enti locali non debbano fornire posti di lavoro, ma hanno il dovere di creare le condizioni migliori per produrre nuova occupazione. Il lavoro lo si crea innanzitutto facendo investimenti, e in secondo luogo cercando di contrastare il disallineamento tra la domanda e l’offerta di lavoro che caratterizza il contesto socio-economico di riferimento. Qualificare la domanda, arginare il disallineamento, attivare una piattaforma performante, provare a fare rete con gli attori del sistema: sono questi i nostri obiettivi. Per questo siamo soddisfatti di quest’ulteriore alleanza che Porta Futuro stabilisce con l’Ente Nazionale del Microcredito, perché ci consente di rafforzare gli strumenti di risposta del job center ai temi del lavoro e della disoccupazione giovanile. Il microcredito ha una storia di successo da più di quarant’anni, che dimostra l’efficacia di uno strumento che promuove il valore della fiducia e una visione etica della finanza al servizio del nuovo welfare e dei nuovi bisogni sociali», conclude l’assessora Romano.

© 2018  Romina Gobbo

pubblicato su Microfinanza – Numero 20 – Anno 2018 – Pagg. 67-68

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