L’Africa degli imprenditori – Africa of entrepreneurs

«Alcuni imprenditori della diaspora africana in Italia si sono resi conto che il mercato africano per certi aspetti è più interessante di quello italiano». A dirlo è Davide Libralesso, responsabile programmi e relazioni internazionali di Etimos. La fondazione padovana, che promuove progetti e investimenti a servizio della crescita globale dell’uomo, ha lanciato il programma MigraVenture, in collaborazione con l’Organizzazione internazionale per le migrazioni e con il sostegno della Cooperazione allo sviluppo della Farnesina. Facilita quei migranti che, pur essendo ben inseriti in Italia, con una posizione lavorativa stabile e con già un’impresa avviata, coltivano l’idea di tornare a casa a costruire qualcosa per il loro Paese di origine.

Victoria Ajibola Olwakemi, assistente sociale nel Comune di Verona, è volta in Nigeria, a Lagos, per trasformare la sua casa in un nido per bambini dai tre mesi a cinque anni. In Senegal, Cheikh Diop creerà una bio-fattoria nel villaggio di Ndiop, e Aichatou Sarr, a Kébemer, preparerà piatti precotti utilizzando cereali locali. In Burkina Faso, Dominique Oueda alleverà bovini. Anche il camerun vedrà il rientro di alcuni connazionali emigrati. Carel Ndjoumachoua Ndjomgoue apporterà migliorie alla sua attività agro-industriale. L’impresa edile di Yomto Guy costruirà case popolari.

Si tratta di percorsi accompagnati da Etimos. Due bandi, 105 progetti arrivati da imprenditori di un’età compresa fra i 30 e i 45 anni, il 60% donne, originari di 13 Paesi africani (Camerun, Senegal, Nigeria, Costa d’Avorio, Burkina Faso, Repubblica Democratica del Congo, Guinea, Ghana, Kenya, Ruanda, Uganda, Togo, Mozambico); 41 sono stati ammessi alla prima fase formativa, sviluppata a Padova con l’Ucid (Unione cristiana imprenditori dirigenti), a Milano con l’Università Cattolica, a Roma con Fondazione Risorsa Donna.

Un’ulteriore selezione ha portato alla scelta dei dieci progetti da finanziare. «Etimos – riprende Libralesso – si è impegnata a conferire una quota di capitale di minoranza, dai 10 ai 15mila euro, a ciascuno dei dieci progetti. Con il nostro capitale ci poniamo in affiancamento per i primi quattro, cinque anni; dopo, gli imprenditori potranno ricomprare la nostra quota, diventando così proprietari al cento per cento. Poiché vorremmo estendere il sistema su più ampia scala, stiamo cercando di attrarre investitori istituzionali. Per far incontrare in Italia imprenditori autoctoni e della diaspora, apriremo due piccoli incubatori di impresa a Padova e Milano, così che essi possano cominciare a colmare il divario relazionale per poter poi lavorare insieme».

È aperto il nuovo bando di MigraVenture. La scadenza per la presentazione delle proposte – che coniughino sostenibilità economico-finanziaria e un impatto sociale e ambientale positivo nelle comunità africane – è entro il 10 agosto alle ore 12.

Imprenditori africani e formatori

© 2018 Romina Gobbo

pubblicato su Famiglia Cristiana – 22 luglio 2018 – n. 29 – pag. 96

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