Mille giovani “suggeritori” di Pizziol – Pizziol’s thousand young “suggestions”

«All’inizio di un nuovo anno – civile, scolastico, pastorale -, il mio augurio alla comunità vicentina, che pongo sotto il manto della Madonna di Monte Berico, a pochi giorni dall’8 settembre, giorno che ne celebra la natività, è di lavorare tutti assieme, solo dall’unione si possono ottenere frutti positivi». Così il vescovo di Vicenza, Beniamino Pizziol, alla conferenza stampa di presentazione della Lettera pastorale 2018-2019, intitolata “Che altro mi manca?” (con riferimento al vangelo di Matteo) che, come di consueto, sarà consegnata a sacerdoti e religiosi in occasione del pellegrinaggio a Monte Berico la sera del 7 settembre. Pellegrinaggio che sarà preludio della Messa delle 11 del giorno successivo nel Santuario dedicato alla Madonna e che sarà presieduta dal cardinale Agostino Marchetto, con lo stesso Pizziol come concelebrante.

«Questa Lettera – ha spiegato il Vescovo – vuole essere sintesi di un percorso di conoscenza che mi ha visto incontrare oltre un migliaio di nostri giovani, dai quindici ai trent’anni, in una decina di zone della nostra diocesi. Andavo da loro il sabato pomeriggio e li ascoltavo. Sono emerse riflessioni interessanti, alcune criticità nella vita della Chiesa, ma anche le loro difficoltà nella relazione con gli adulti. Mi hanno anche avanzato una proposta: quella di dare vita ad un gruppo di confronto sui temi pastorali. I giovani sono alla ricerca di pienezza e vanno valorizzati». La Lettera pastorale si inserisce nel cammino della Chiesa nazionale verso il Sinodo dei giovani di ottobre.

Da giorni si parla della venuta in diocesi di Vicenza di quattro persone della nave Diciotti. Confermando la propria disponibilità in caso di bisogno, il presule ha affermato che al momento non ci saranno arrivi. Attualmente la Chiesa vicentina accoglie circa 250 migranti, distribuiti fra Seminario, case dei religiosi Paolini e Filippini, e 17 vicariati. La modalità è quella dell’accoglienza di piccoli gruppi. Una famiglia bengalese è ospitata in un appartamento all’interno dell’area del vescovado. Una famiglia eritrea è arrivata da poco con l’ultimo corridoio umanitario. «Io credo – ha concluso Pizziol – che non si possa risolvere il problema dell’immigrazione se non con una visione globale. Il mio approccio è duale: da una parte, cerco di trovare luoghi di accoglienza per chi arriva qui; dall’altra, “offriamo” missionari all’Africa. Sono stato recentemente a Beira, in Mozambico, abbiamo portato medicinali e altri aiuti, e stiamo costruendo pozzi e scuole».

2018 Testo e foto di Romina Gobbo

pubblicato su Avvenire – Catholica – mercoledì 5 settembre 2018 – pag. 14

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