Forum Rezzara. «Vita, il diritto più fragile» – «Life, the most frail right»

La vita come dono, la dignità umana, il limite, l’ingegneria genetica, l’etica, l’alterità: sono i contenuti del 51° Convegno sui problemi internazionali, dal titolo “Diritto alla vita. Fondamento di tutti i diritti”, organizzato dall’Istituto di Scienze sociali “Nicolò Rezzara”. I lavori si svolgeranno a Vicenza nelle sale dell’Istituto di scienze religiose “Santa Maria di Monte Berico”, nel pomeriggio di venerdì 28 e nella mattinata di sabato 29 settembre. «Sulla vita umana si riversano le contraddizioni più stridenti della società contemporanea – spiega monsignor Giuseppe Dal Ferro, direttore del “Rezzara” -. La ricerca scientifica è protesa a salvare ogni vita umana e a migliorare la qualità di vita. Ma la stessa ricerca si presta a volte ad un uso manipolativo dell’architettura genetica. Ogni giorno, poi, la cronaca denuncia delitti efferati, spesso nei confronti di innocenti indifesi. Quale che sia il movente, sempre c’è la strumentalizzazione dell’altro a sé, il rifiuto del diverso, l’interruzione del dialogo con l’uso della forza, ritenuto strumento risolutivo della relazione interrotta. Ma dobbiamo confrontarci anche con presunte ragioni di Stato che tentano di giustificare detenzioni inique e, addirittura, di applicare la pena di morte. Infine, la vita umana identificata con il benessere, finisce per legittimare, in nome della pietà, il suicidio legalizzato e la soppressione di quanti si trovano in condizioni terminali». Tutto questo richiede una riflessione seria. Se ne occuperanno relatori qualificati del mondo dell’università e della legge, preceduti dai saluti del vescovo di Vicenza, monsignor Beniamino Pizziol, e dalla prolusione dell’arcivescovo di Trieste, monsignor Giampaolo Crepaldi. Singolare il logo, che vede due impronte digitali, di colore diverso, sovrapporsi a formare un cuore. «Oggi l’impronta digitale porta il pensiero alla schedatura delle persone, al controllo più che alla tutela. Con il cuore vogliamo invece rimarcare che noi siamo per il rispetto della vita e dell’alterità, nell’ottica della relazione interpersonale», ha concluso Dal Ferro.

© 2018 Romina Gobbo

pubblicato su Avvenire – Èvita – giovedì 27 settembre 2018 – pag. 16

 

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