Gardaland, porte aperte ai disabili – Gardaland, doors open to the disabled

«Isa è stata i miei occhi»: ha detto Simona. Isa è il cane guida di Simona Zanella, responsabile del settore “Cane Guida” dell’associazione Blindsight Project. Il pastore tedesco si è molto divertito ad accompagnare la sua padrona sulla barca dei “Corsari”, storica giostra di Gardaland, il parco divertimenti che si affaccia sul lago di Garda. Certo, Isa e la “collega” Ambra non sono potute salire sull’“Oblivion-The Black Hole” (montagna russa molto adrenalinica), ma le padrone – Simona e Ilaria (anche lei di Blindsight Project), sì. Del gruppo di referenti delle associazioni di disabili che hanno visitato il parco, chi ha rinunciato è stato più più per motivi di stomaco che di accessibilità, di un luogo che ha l’ambizione di «essere per tutti», ha detto il direttore parchi, Danilo Santi. La possibilità di accesso alle attrazioni per ospiti con disabilità sensoriale, cognitiva e fisica è il risultato di “Gardaland4All”, un progetto iniziato nel 2016, e che vede in dialogo continuo la dirigenza del parco e i rappresentanti di associazioni di persone con disabilità, con capofila Village4All, Marchio Internazionale Qualità Ospitalità Accessibile. Il 19 e 20 settembre è andata in scena la seconda edizione di questo laboratorio in progress. Dopo la “prova pratica” delle attrazioni, una tavola rotonda sul tema. «Il parlarsi e contaminarsi produce comprensione reciproca», afferma Roberto Vitali, presidente e fondatore di V4A. «Da questo forum traiamo tutta una serie di indicazioni, che poi cerchiamo di tradurre in termini pratici – spiega Danilo Santi -. Lo scambio è importante, perché ci dà la possibilità di capire le esigenze che mutano. Per noi è uno stimolo, ci costringe a tirare su l’asticella anche della qualità dell’offerta». Nel 2018 il parco ha registrato circa 7.000 ingressi di persone con disabilità. Grazie agli itnerventi strutturali, per gli ospiti non vedenti/ipovedenti sono accessibili 34 attrazioni su 34; per gli ospiti con disabilità cognitiva, 29 su 34; per la disabilità fisica, dipende dal livello di autonomia.

Cane guida Ambra

© 2018 Romina Gobbo

pubblicato su Avvenire – Attualità – mercoledì 3 ottobre 2018 – pag. 13

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