Che la memoria non ostacoli il futuro – That memory does not hinder the future

Oggi è il Giorno della Memoria. Sappiamo tutti che cosa significa. Ricordiamo la Shoah, un momento di orrore indicibile, che non ha riguardato solo gli ebrei, ma anche rom, dissidenti politici, omosessuali, testimoni di Geova…, ovvero quelli considerati “diversi”. Ma diversi da chi? Quell’orrore non è stato l’unico nella storia: dal genocidio degli armeni alla gasatura degli etiopi, dagli stupri della Bosnia, alla pulizia etnica del Ruanda, da Pol Pot a Videla, fino ai vari Bashir contemporanei, l’uomo non si è mai fatto mancare nulla di negativo.
Papa Francesco nel 2014, ai bambini palestinesi disse: «Non lasciate che il passato determini il vostro futuro». Significa che ricordare è giusto, ma non per continuare a nutrire rabbia o sentimenti di vendetta, non per continuare ad odiare, bensì per fare in modo che quanto successo non si ripeta. La memoria non deve obnubilare la nostra mente, deve renderla sveglia e cosciente per farci riconoscere le tragedie quotidiane, per farci indignare, per farci ritrovare la sete di giustizia. La memoria non è qualcosa di fermo, immobile, stagnante: il passato non lo possiamo cambiare, ma possiamo utilizzarlo per riflettere, per rendere la memoria dinamica, che ci dia la spinta per costruire un futuro di convivenza.

© 2019 Romina Gobbo – Facebook 27 gennaio 2019

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