Il “presepe” per narrare il mistero della Pasqua – The “crib” to narrate the mystery of Easter

«Il presepe pasquale è una rappresentazione che intende aiutare il fedele a comprendere meglio il mistero della Pasqua – centro della vita della Chiesa -; è un segno che dona speranza e un modo nuovo per evangelizzare coniugando arte e storia della fede». Così Fabrizio Mandorlini, coordinatore di “Terre di Presepi”, l’itinerario presepiale nato in Toscana nel 2014, e che negli anni ha continuato ad ampliarsi, tanto che oggi vede in rete oltre cento città italiane. E, dallo scorso anno, propone anche un appuntamento primaverile: “Terre di Presepi Pasquali”, con “capoluogo”, Gricignano (comune di Sansepolcro, provincia di Arezzo). Il presepista Roberto Scarpellini ha realizzato un presepe di grandi dimensioni, meccanizzato, con una voce narrante che racconta i momenti della passione e della risurrezione. Dedicato al tema “È vissuto come uomo in mezzo a noi”, è allestito nella sede della Pro Loco, fino al primo maggio. Ventidue scene, narrate e illuminate, riproducono i momenti più significativi della vita, morte e risurrezione di Gesù. A fianco, si potranno ammirare una mostra di sei miniature raffiguranti scene del Nuovo Testamento, e la copia del Vangelo di Giovanni, rilegato con il sistema degli antichi monaci amanuensi: scrittura a inchiostro con cannelli e pennini. A Campo Bisenzio (Firenze) è il parroco, don Bledar Pio Xhuli, guida appassionata della Terra Santa, ad allestire, a Natale, un presepe monumentale che riproduce la città di Betlemme e, nel periodo pasquale, a realizzare, negli spazi adiacenti la chiesa di Santa Maria a Campi, una ricostruzione a misura d’uomo, del calvario e del Santo Sepolcro, dove – fino al 5 maggio – si potrà entrare per un viaggio a ritroso nel tempo che è prima di tutto un percorso spirituale: dalla morte alla risurrezione di Gesù. Nel Sepolcro è deposta una statua settecentesca del Cristo morto ma, all’indomani della notte di Pasqua, la tomba è vuota. «Non è più qui», dice ai fedeli don Bledar, che ritiene che il vedere aiuti la fede, «qui la gente si raccoglie in preghiera», ma l’importante è che «la rappresentazione visiva non si sostituisca all’ascolto della Parola».

A Cerreto Guidi (Firenze) è stata predisposta una mostra collettiva di presepi e diorami pasquali, che in qualche modo funge da sintesi di tutte le città presepiali affiliate a “Terre di Presepi”. A Calcinaia (Pisa) il presepe ubicato nella chiesa della Compagnia di San Michele – aperto tutto l’anno – si offre al visitatore come una vera e propria catechesi dei Vangeli, raccontata attraverso quattordici minuti di rappresentazione e narrazione della nascita di Gesù fino alla morte, risurrezione e discesa dello Spirito Santo sugli apostoli. A San Miniato (Pisa), gli artisti dell’Unione Cattolica Artisti Italiana (Ucai) hanno approntato una “Via Lucis” artistica, con le quattordici stazioni dalla Pasqua fino alla Pentecoste. Dopo il periodo pasquale, i dipinti – su richiesta – potranno diventare una “mostra itinerante”.

© 2019 Romina Gobbo

pubblicato su Avvenire – Catholica – sabato 20 aprile 2019 – pag. 15

 

 

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