Vicenza festeggia i cinquant’anni della scuola “Effetà” – Vicenza celebrates fifty years of the “Effetà” school

«Siamo preparate e capaci di accogliere ciò che le famiglie e la società vivono oggi. La nostra non è solo una storia da raccontare, è anche una storia tutta da inventare». Riassume così suor Silvana Miglioranza, direttrice dell’unico Centro scolastico integrato (udenti-sordi) paritario del Vicentino, voluto dalla congregazione delle Suore Maestre di Santa Dorotea Figlie dei Sacri Cuori, e inaugurato l’11 maggio 1969 quale nuova e più idonea sede dell’opera di educazione delle sordomute iniziata nel 1840 dal fondatore, san Giovanni Antonio Farina. Effetà, come racconta la direttrice, «è antica parola aramaica che significa “apriti”. Il riferimento non è solo alla comunicazione per gli audiolesi, ma è simbolo di tutta l’impronta organizzativa e del contesto che caratterizzano la struttura e quanti vi operano». In sintonia con il proprio nome, sabato scorso, il Centro di Marola ha aperto le porte a genitori, familiari e amici, per celebrare i suoi cinquant’anni, con la messa presieduta dal vescovo di Vicenza Beniamino Pizziol, e animata dagli alunni e dal coro Lis (ex alunni sordi). Sono seguiti il saggio del progetto LisSalsa della Freshman Dance Academy (ex alunni sordi-udenti integrati), il pranzo, un gioco animato e una mostra fotografica.

«Il vescovo Farina amava le piccole sordomute; di loro diceva: “hanno bisogno di tutta la carità” – continua suor Miglioranza -. L’obiettivo primario del nostro istituto è l’inclusione dei bambini, pertanto gli insegnanti e gli educatori lavorano per portare tutti alla verbalizzazione. Là dove non è possibile, si utilizza la lingua dei segni, che viene imparata da tutta la classe, affinché gli alunni possano comunicare fra loro. Oggi i ragazzi sordi sono bene integrati anche nelle scuole statali, ma la società ha evidenziato altri disagi e bisogni, e noi siamo in grado di gestire e accompagnare tutte le disabilità. Inoltre, la vicinanza della base militare americana ha portato da noi molti studenti stranieri. Per favorirne l’integrazione, abbiamo sviluppato ulteriormente l’insegnamento della lingua inglese». I bambini arrivano già a due anni, poi ci sono la scuola dell’infanzia e la primaria: un totale di 208 ragazzi e 28 docenti, la maggior parte laici. Su tutta la struttura “veglia” suor Rinalda Fontana, superiora responsabile dell’ente gestore Effetà. Legato al centro vicentino è l’istituto “Effetà Paolo VI” di Betlemme, nato per desiderio di papa Paolo VI dopo la sua visita in Terra Santa nel 1964.

© 2019 Romina Gobbo

pubblicato su Avvenire – Catholica – mercoledì 15 maggio 2019 – pag. 19

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